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Convegno “La funzione notarile nel mutato contesto familiare e sociale” – Hotel Vesuvio di Napoli – 22 giugno 2018

Il mondo del notariato si è ritrovato a Napoli, all’hotel Vesuvio, per una riflessione sulla professione, nel momento in cui il tumultuoso evolversi del contesto sociale richiede un continuo aggiornamento delle modalità di svolgimento di un ruolo tanto complesso e delicato.

Nel corso del convegno ‘La funzione notarile nel mutato contesto familiare e sociale’, organizzato dalla Fondazione Italiana del Notariato in collaborazione con il Consiglio Notarile di Napoli, sono stati affrontati numerosi temi: dall’attività di vicinanza alle istanze degli utenti, a quella di tutela delle situazioni connotate da ‘fragilità sociale’, dalla costante ricerca delle più appropriate forme di tutela contrattuale, alla operatività nell’ambito della riscossione dei tributi, dall’ammodernamento della funzione ‘al tempo di internet’ per migliorare il servizio al cittadino, fino alla conferma del ruolo e della responsabilità riaffermati dall’attenta elaborazione giurisprudenziale.

Al convegno hanno partecipato tra gli altri i Presidenti del Consiglio Nazionale del Notariato, Salvatore Lombardo, della Fondazione Italiana del Notariato, Massimo Palazzo, della Cassa Nazionale del Notariato, Mario Mistretta e del Consiglio Notarile di Napoli, Antonio Areniello. Folta la delegazione napoletana con i notai Paolo Aponte, Carmine Romano, Vincenzo Pappa Monteforte, Michele Nastri e Dino Falconio, i quali sono intervenuti nel dibattito con proprie relazioni. Hanno offerto interessanti spunti con le loro relazioni anche il Consigliere Nazionale del Notariato, Roberto Martino, il notaio Ubaldo La Porta, Associato di Diritto Privato all’Università degli Studi del Piemonte Orientale e il notaio Maurizio D’Errico, già Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato.

“Non mi sfugge – ha detto tra l’altro nel suo intervento il Presidente Areniello – so bene quanto oggi possa suscitare attrazione, forse anche ammirazione, un modello di attività notarile manageriale, nel quale ‘il notaio assegnerebbe la certificazione fidefaciente ed il ruolo di alto consulente dei contraenti ad un complesso organizzato aziendale, nel quale sia prevista la sua supervisione’, senza troppo apparire”.

“Ma altra – ha aggiunto – deve essere la nostra attrazione, l’ammirazione va rivolta, ne sono profondamente convinto, ad una realtà nella quale il notaio “deve apparire” e non soltanto parlare con i propri atti, affermando in maniera decisiva l’avvedutezza, l’accuratezza, la sensibilità, in una parola sapienza e cultura, sentita consapevolezza del ruolo fondamentale assegnatogli nella trama complessa dei sempre più diffusi traffici giuridici negoziali”.

“Sono certo – ha concluso Areniello – che in questa direzione la nostra funzione, nel mutato contesto familiare e sociale, conserverà quella centralità che giustifica la stessa esistenza”.

Il convegno – ha rilevato Salvatore Lombardo, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato –

è particolarmente interessante perché vuole proiettare il notaio nel futuro, cioè guardare esattamente quale sarà il ruolo del notaio del futuro, senza perdere ovviamente le basi di quello che rappresenta il notaio fino ad oggi. Sentiamo tanto parlare di web, di informatica e quant’altro – ha osservato Lombardo – dei nuovi strumenti che possono essere utili al notaio per stipulare gli atti. Noi non abbiamo paura del futuro. Anzi siamo pronti a cavalcarlo e lo abbiamo già fatto.

Se oggi il Catasto e la Conservatoria dei Registri Immobiliari sono aggiornatissimi è proprio perché il notaio ha saputo prepararsi e dare le opportunità di poter aggiornare il tutto. E quindi noi siamo pronti anche a questa sfida del futuro, tenendo conto che questi nuovi mezzi sono rilevanti anche perché molto spesso sentiamo parlare di fake news. E allora chi è che può abolire le fake news nel campo del diritto, ma soprattutto nella certezza dei diritti? Il notaio – ha concluso il Presidente del Consiglio Nazionale – perché deve dare e continuare a dare garanzie e sicurezza.

Il convegno di oggi – ha detto nel suo intervento Massimo Palazzo, Presidente della Fondazione Italiana del Notariato – riguarda la funzione notarile al tempo di Internet, che è un’espressione sintetica per rappresentare la fase contemporanea della vicenda storica caratterizzata dall’avvento delle tecnologie info-telematiche, che non sono più semplicemente uno strumento di lavoro ma conformano anche il diritto. Ma questa non è l’unica discontinuità storica che si registra, perché si registra anche il passaggio da un’unica fonte di produzione del diritto, come è stata la legge negli ultimi 200 anni, a una pluralità di fonti e anche a una detipicizzazione delle fonti e si registra altresì un cambiamento della dottrina dell’interpretazione della legge, che non è più un’interpretazione meramente dichiarativa della volontà del legislatore, ma finisce per essere un’interpretazione sempre in qualche modo costitutiva.

Come diceva Gadamer – ha osservato ancora Palazzo – il testo da solo è muto, senza l’interprete trova compiutezza soltanto attraverso l’interpretazione-applicazione. Quindi se mettiamo insieme tutte queste vicende, la poliarchia delle fonti, il mutamento della dottrina dell’interpretazione e la tecnologia info-telematica, che conformano il diritto contemporaneo, ci rendiamo conto dei profondi mutamenti che ci sono stati non soltanto nella società e nella realtà economico-sociale, ma anche nella stessa funzione notarile, che ormai non è più quella del mero documentatore, ma è quella del partecipe alla costruzione dell’ordinamento giuridico.

C’è il tentativo – ha osservato il notaio Paolo Aponte – di individuare la funzione del notaio alla luce sia di quelle che possono essere le prospettive e i punti di vista interni al notariato, sia, soprattutto, di quelli che sono all’esterno, vale a dire la Cassazione e l’Antitrust che hanno due idee diametralmente opposte del notariato, della figura astratta di notaio, della figura del notaio come dovrebbe esercitare correttamente la sua funzione. Per l’Antitrust c’è un’impostazione più economica, per la Cassazione, ovviamente, un’impostazione più giuridica che quindi tiene conto di tutti gli interessi in qualche modo tutelati dalle norme che regolano la nostra materia. Quindi dal confronto di questo – ha concluso il notaio Aponte – si vede poi come la difficoltà sia di individuare nel codice deontologico un punto di equilibrio tra tutte le varie esigenze.

L’ intervento del notaio Carmine Romano ha avuto per oggetto l’attività notarile rispetto all’evoluzione dei modelli familiari. Fino a qualche anno fa – ha rilevato Romano – eravamo abituati a confrontarci con un unico modello familiare di riferimento, la famiglia nucleare fondata sul matrimonio. Oggi, invece, a seguito di interventi legislativi del 2012 in materia di filiazione naturale, del 2015 di divorzio breve e del 2016 di unioni civili e convivenze di fatto, abbiamo un proliferare di modelli familiari rispetto ai quali si pongono delle esigenze di regolamentazione diversa. Ad esempio mentre l’unione civile richiama quasi totalmente quella che è la disciplina del matrimonio, per le convivenze l’intervento del legislatore è stato molto ridotto e si dà all’autonomia privata un ampio margine per andare a disciplinare i rapporti tra conviventi. In questo ampio margine si introduce l’attività notarile per individuare quelli che sono gli strumenti patrimoniali migliori che più adeguatamente realizzino gli interessi dei conviventi.

Allo stesso modo, dal punto di vista successorio, mancando delle norme di riferimento che riconoscano ai conviventi i diritti di legittima, l’attività notarile deve essere proiettata a individuare quelli che sono gli strumenti migliori per la pianificazione di sostanze, quando la famiglia non sorga per effetto di matrimonio. Quindi – ha concluso il notaio Romano – nuovi scenari familiari, nuovi modelli e nuove soluzioni operative che devono essere predisposte dal notaio per queste fattispecie diverse rispetto a quell’unica fattispecie che era la famiglia fondata sul matrimonio.

La giornata – ha detto il notaio Vincenzo Pappa Monteforte – è stata caratterizzata da una serie di riflessioni sulla figura del notaio a fronte dei mutamenti normativi e sociali che si sono verificati negli anni. Abbiamo trattato tematiche estremamente interessanti sia sotto l’aspetto deontologico che per quanto riguarda l’esercizio concreto della nostra attività professionale. Io, in particolare, mi sono intrattenuto su quelle che possono essere le implicazioni fiscali, legate a determinati atti ricevuti dal Pubblico Ufficiale rogante.

Lo scenario che si prospetta ai nostri occhi è mutato con l’evolversi delle norme e del tempo, tant’è che le implicazioni che potranno derivare dalla stesura dei nostri atti sempre più riguarderanno non solo l’ambito delle imposte indirette ma anche quello delle imposte dirette. Su questo  – ha concluso Pappa Monteforte – il Consiglio Nazionale dovrà interrogarsi, al fine di esprimere un progetto condiviso dalla categoria da prospettare agli organi della politica.

La seconda sessione del convegno è stata presieduta dal notaio Mario Mistretta, Presidente della Cassa Nazionale del Notariato.

La giornata di oggi organizzata dal notariato napoletano – ha osservato – è di particolare interesse perché ha la visione verso il futuro. Quindi si interroga con queste modalità molto particolari, molto analitiche la possibilità del notariato di dialogare con se stesso, con la società e con il futuro, che è la cosa principale. Gli interventi sono andati tutti in questa direzione: costruire un nuovo percorso di navigazione che dà certezza al sistema giuridico, garantito dalla nostra funzione che è utile con una sua trasformazione al mondo di internet per la società.

Partendo da un concetto di documentalità diversa che è quella della documentazione nel mondo di web, dove tutto è diventato documento – ha rilevato Il Consigliere Nazionale del Notariato Michele Nastri – si va a vederne le ricadute nella professione notarile. Il notaio come documentatore – cosa che c’è stata insegnata fin dagli anni ‘50 dalla dottrina giuridica – non può che rivedere le sue posizioni per diventare da una parte meno documentatore e sempre più giurista in un’accezione di giurista artefice del contratto più che semplice recipiente del contratto stesso e dall’altra parte come documentatore di una legalità nel web che diventa molto più complessa. E su questo si vanno a sviluppare tutte le iniziative, a cominciare dall’atto informatico nei suoi vari sviluppi, con la firma grafometrica e con quelli che saranno i prossimi progressi della grafometrica, la conservazione del documento informatico sia nell’ambito dell’atto notarile ma anche in un ambito molto più esteso dell’atto notarile, le nuove frontiere della contrattazione immobiliare (avvisi notarili e le aste telematiche del notariato) e poi tutto il mondo della nuova documentalità. Parliamo di blockchain, delle iniziative del Consiglio Nazionale del Notariato e della Notarchain che si sta sviluppando in tre o quattro direzioni diverse, come quella per esempio dell’albo unico delle professioni che dovrebbe consentire di attestare le qualifiche professionali nei confronti di tutto il mondo e nell’ambito dello Spid, cioè del Sistema Pubblico d’Identità Digitale. E parilamo anche, oltre alla blockchain, anche del progetto del notariato dei Registri sussidiari che abbiamo già presentato al Congresso di Palermo e che riguarderà una serie di iniziative. Anche qui la prima è quella del Registro degli amministratori di sostegno, ma per esempio abbiamo una disponibilità data al Ministero della Salute per registro nazionale delle Dat. Infine un accenno ai dati statistici che oggi vengono presentati alla categoria nella versione 2017 e che tra una ventina di giorni saranno presentati come primo rapporto comparativo 2016-2017 e anche questa diventa una realtà posta al servizio del Paese.

A conclusione dei lavori ha parlato il notaio Dino Falconio, del Consiglio Notarile di Napoli.

La Suprema Corte di Cassazione – ha detto Falconio – delinea una figura di notaio al passo con i tempi nella quale si coniugano la tradizione e il futuro. Molto più di quanto sia consapevole la stessa categoria notarile, la Cassazione individua nel notaio un’alta qualificazione giuridica al servizio dei cittadini per garantire la sicurezza dei traffici commerciali. Individua il rapporto con la sede come consustanziale al notariato ed inoltre ritiene la personalità della prestazione fattore imprescindibile della prestazione notarile. E questo sgombra il campo dall’idea che il fattore umano, che è dentro l’attività notarile, possa essere spazzato via da grandi organizzazioni.

Infine la Corte si domanda che cosa rimane del notariato se non si dà più spazio a questi valori e in particolare al valore della dignità della prestazione. Dignità della prestazione – ha concluso Falconio – che è il vero cuore del problema, perché se noi conosciamo il concetto di dignità dobbiamo saperlo calare nei tempi moderni e riconoscere che in ogni momento dignità ha due facce: diritto del cittadino a una prestazione dignitosa e correlativo dovere del notaio di fornire una prestazione dignitosa.

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I notai incontrano gli studenti – Giornata Europea della Giustizia Civile

Duecento ragazzi di 18 licei di Napoli e provincia riuniti in una sala per confrontarsi su temi di stretta attualità e che caratterizzano in maniera profonda la società. Li hanno radunati i notai di Napoli per discutere, ascoltare e affrontare con loro due i temi: da un lato il rapporto tra le mafie e le libere professioni e il ruolo di contrasto delle Università e dall’altro la detenzione, analizzata secondo il dettato dell’art.27 della Costituzione, cioè come pena che deve tendere alla rieducazione del condannato.

L’incontro  – moderato dal giornalista Ottavio Ragone, responsabile della Redazione di Napoli del quotidiano La Repubblica – si è  svolto nella sede del Consiglio Notarile di Napoli, nell’ambito della Giornata Europea della giustizia civile, che dal 2003, quando fu istituita su iniziativa della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, si celebra ogni anno il 25 ottobre.

“Per il terzo anno consecutivo il Consiglio Notarile di Napoli – ha detto il presidente dei Notai di Napoli, Antonio Areniello – approfitta della ricorrenza della Giornata Europea della Giustizia civile per coniugare temi quali sicurezza, legalità, prossimità e vicinanza alle persone – che poi sono nel patrimonio genetico della nostra professione – e soprattutto per dare l’idea che la nostra professione è vicina non solo a temi quali la legalità, la cultura della vicinanza, la sicurezza dei traffici ma anche a un profilo sociale altrettanto rilevante e che quindi pone il Notariato vicino a situazioni anche di fragilità, di disagio, di dolore quali, appunto, quelle ad esempio dei detenuti. Di qui la presenza oggi nel nostro convegno del Garante dei detenuti, prof. Samuele Ciambriello e del prof. Starace, uno psicanalista che ha studiato molto da vicino il tema delle carceri. Al contempo la cultura della legalità è un po’ il fil rouge del libro che hanno scritto il Rettore Gaetano Manfredi unitamente al Procuratore De Chiara e al prof. D’Alfonso nel quale viene soprattutto illustrata quella che è la difficoltà di individuare la zona grigia di collusione tra le libere professioni e le mafie e la criminalità organizzata”. “L’affascinante presenza di quasi 200 ragazzi di scuole superiori napoletane e della provincia – ha concluso Areniello – è il dato più significativo e per la verità anche commovente perché vedere tanti ragazzi nella nostra casa è davvero qualcosa di entusiasmante. Il silenzio, l’attenzione con la quale hanno recepito i tanti interventi moderati in maniera estremamente brillante dal direttore di Repubblica Napoli, Ottavio Ragone hanno davvero impreziosito la giornata. Giornata che merita un ringraziamento particolare al Consiglio Notarile segnatamente a Giovanni Vitolo e Dino Falconio che sono consiglieri e che hanno fatto degli interventi estremamente chiari e puntuali di apertura e di chiusura dei lavori”.

Dopo il saluto di Areniello, sono intervenuti Aldo De Chiara – magistrato, già Procuratore Generale Vicario presso la Corte d’Appello di Salerno e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia – e Stefano D’Alfonso – professore presso l’Università Federico II e già consulente della Commissione Parlamentare Antimafia coautori, assieme al Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, del libro ‘Mafie e libere professioni’.

De Chiara e D’Alfonso hanno tracciato il quadro dell’evoluzione del fenomeno mafioso e del suo continuo adattamento delle strategie, sottolineando la tendenza intrapresa a spingersi oltre i metodi e le attività tradizionali e oltre i territori di origine. Si è evidenziato pertanto negli ultimi tempi – è stato sottolineato – un minor uso della violenza  e una maggiore attenzione a ai processi di relazione e valorizzazione delle reti sociali, economiche e politico-amministrative. In sostanza i clan, oltre a perseverare nelle tradizionali pratiche del malaffare, si organizzano nel contempo a muovere gli ingenti capitali accumulati usufruendo delle più moderne strategie finanziarie ed economiche. C’è dunque un maggiore radicamento e sviluppo nel pubblico e nel privato, con l’utilizzazione dei settori di appalti pubblici, sanità, scommesse, servizi sociali e nelle imprese e nella finanza, attraverso complesse operazioni di riciclaggio

La casistica rivela il ruolo determinante delle professioni liberali che mettendo a disposizione della criminalità organizzata le proprie tecnicalità fungono da cerniera tra il mondo illegale e quello legale.

Si tratta delle cosiddetta ‘area grigia’ che va individuata e combattuta anche se è quantitativamente marginale rispetto alla grandissima maggioranza di liberi professionisti che svolgono la propria attività in un contesto di onestà e correttezza, ispirandosi ai principi di deontologia professionale così come definiti dalle leggi dello Stato. Tuttavia è grazie proprio a quest’area grigia che le associazioni criminali compiono il salto di qualità nella loro organizzazione e nelle loro attività ed è per questo che è fondamentale individuare e combattere con forza anche le espressioni di quest’area.

“Sono molto soddisfatto dei lavori – ha detto il giudice De Chiara -. E’ stata un’iniziativa dalla quale, grazie alla presenza di molti giovani che hanno fatto domande ed osservazioni usciamo più arricchiti rispetto a prima. Credo che queste iniziative debbano reiterarsi perché sono utili, mettono a confronto i cosiddetti esperti con i giovani che spero grazie a questi incontri possano essere cittadini migliori di quanto siamo stati noi”.

Il tema del contrasto alle mafie viene affrontato in modo sistematico da alcune Università italiane, fra le quali la Federico II di Napoli che è attiva, in particolare, sulla formazione dei futuri professionisti relativamente al rispetto delle regole e alla difesa della legalità. La Conferenza dei Rettori delle Università italiane ha sottoscritto con la Commissione antimafia un protocollo d’intesa per strutturare una forma sistematica di collaborazione.

“Abbiamo cercato – ha osservato il prof. D’Alfonso – non solo di entrare nel merito della nostra ricerca – quindi il rapporto fra le mafie e le libere professioni – ma soprattutto cercare di analizzare il ruolo dell’Università, nella formazione universitaria, nella formazione dei giovani in quanto futuri professionisti. In particolare il contributo del Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi che è anche presidente della Conferenza dei Presidenti dei Rettori, mira a capire qual è il ruolo oggi dell’Università e quale potrà essere un domani. Questo considerato che i giovani studenti di oggi saranno i futuri professionisti di domani. Noi abbiamo avuto modo di approfondire quella che è la didattica universitaria in Italia, cercando appunto di comprendere cosa viene insegnato e dove e anche di approfondire il ruolo della ricerca universitaria su questo tema delle mafie. A noi interessa non solo nel rapporto con gli studenti, che evidentemente resta il nostro obiettivo prioritario, ma anche nel rapporto con le istituzioni e con i movimenti”.

Il Notaio Giovanni Vitolo si è soffermato sul significato che il confronto su legalità e illegalità può e deve avere per le giovani generazioni e per gli studenti in particolare. Vitolo ha sottolineato anche il valore e la funzione dell’educazione scolastica indispensabile per indirizzare i professionisti del domani verso un percorso positivo, che non si faccia coinvolgere in alcun modo nelle logiche e nelle dinamiche del malaffare.

Il Garante dei detenuti della Regione Campania, prof. Samuele Ciambriello ha affrontato quindi il tema della detenzione, dei diritti e dei doveri dei reclusi, raccontando la difficile esperienza di chi è chiamato a sorvegliare l’applicazione delle leggi e il rispetto della dignità  in ambienti e situazioni in cui la posizione della persona è particolarmente vulnerabile.

“E’ necessario – ha detto Ciambriello – sostituire la parola legalità con la parola responsabilità. Dobbiamo sentirci in dovere di rispettare i diritti degli altri ed essere anche noi responsabili. Per esserlo bisogna anche rimuovere dei pregiudizi che riguardano il tema della giustizia, del carcere; bisogna cioè non essere più indifferenti. E soprattutto il tema che mi sta a cuore per questi giovani è questo: quello che io posso fare è solo una goccia nel mare dell’oceano, ma è quello che dà significato alla mia vita. Due esempi concreti: negli ultimi 15 anni, 16mila persone hanno ricevuto un risarcimento economico per una ingiusta detenzione. Quindi non è vero che tutti quelli che vanno in carcere sono criminali o sono colpevoli. E questo è costato allo Stato italiano 820 milioni. Però, chi ha pagato? Hanno pagato solo le persone che sono entrate in carcere e i propri familiari. Seconda cosa che mi sta a cuore: io sbaglio, entro in carcere perché ho commesso un reato, ma rischio di subire un reato dallo Stato, uscendo dal carcere, o di malasanità o di mala giustizia. In questo senso, allora, dico che alla persona che sbaglia deve essere tolto il diritto fondamentale vale a dire il diritto alla libertà, ma non il diritto alla dignità”.

Concetti confermati dal prof. Giovanni Starace, psicologo e psicoterapeuta. “Il mondo della criminalità organizzata – ha sottolineato Starace – è estremamente complesso e non può essere visto in modo indistinto. Ci sono tanti aspetti di possibile recupero di tante fasce di popolazione che vivono ai margini di questo mondo criminale e occorrerebbe uno sforzo straordinario da parte dello Stato, quasi una sorta di piano Marshall, per potervi fare fronte”.

All’incontro è intervenuto portando un contributo, particolarmente apprezzato dai ragazzi delle scuole, anche un ergastolano in regime di semilibertà, Cosimo Rega. “Il carcere – ha detto – incattivisce e porta odio. Io tanti anni fa ho avviato un percorso di riabilitazione, avvicinandomi allo studio, alla cultura e all’arte e sono diventato un uomo nuovo e diverso. Lo sforzo che lo Stato deve fare è proprio questo: offrire ai detenuti gli strumenti giusti per cambiare radicalmente la loro cultura e indicare la strada del riscatto civile e sociale”.

Al Notaio Dino Falconio sono state affidate le conclusioni. “E’ indipensabile – ha detto Falconio – lanciare il messaggio che non esiste un potere non regolato dal diritto. Anche il massimo potere dello Stato, quello punitivo deve essere regolato dal diritto. Il potere della conoscenza, il potere della competenza, quello esercitato dai professionisti, deve essere regolato dal diritto, cioè le regole devono servire a disciplinare questo potere di impedire che diventi prevaricazione e sopruso”.

Gli studenti sono poi intervenuti direttamente nel dibattito,con domande e richieste di chiarimenti sui temi affrontati, dimostrando che i concetti al centro del confronto sono da loro considerati elementi concreti del vivere quotidiano, non solo all’interno delle scuole ma anche fuori di esse.

 

 

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I notai di Napoli al MeetIN, Meeting Immobiliare di Napoli – 19-20 ottobre 2018

I notai di Napoli hanno partecipato a MeetIN, Meeting Immobiliare Napoli, l’evento dedicato alla compravendita e locazione degli immobili, pensato e rivolto ai privati, svoltosi il 19 e 20 ottobre presso la Camera di Commercio di Napoli. Si è trattato di una due giorni in cui i consumatori hanno potuto trovare risposte, chiarimenti,consigli utili ed opportunità per trovare casa e/o proteggere i propri interessi economici e giuridici.

Il presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Antonio Areniello ha partecipato a un seminario su “Sicurezza degli immobili: screening – norme e incentivi – fascicolo del fabbricato” durante il quale ha esaminato la questione dal punto di vista delle responsabilità che ricadono sui notai nell’esercizio della loro funzione, in occasione delle compravendite immobiliari.

Per tutta la durata dell´evento, alle consulenze si è affiancata una fitta agenda di incontri informativi e di approfondimento, quattro convegni sui temi con cui i cittadini si confrontano nella loro quotidianità. Lo scopo è stato quello di informare i visitatori sulle opportunità e i rischi legati alle transazioni immobiliari, e attraverso figure istituzionali e professionali qualificate affinché possano affrontare con sicurezza, e consapevolezza delle scelte operate su uno degli investimenti più importanti della vita in sicurezza ovvero la casa.

I visitatori hanno potuto fruire di un servizio continuativo di consulenza gratuita e personalizzata a cura di notai, agenti immobiliari, commercialisti ed altri professionisti, per rispondere a problematiche specifiche e offrire una informazione chiara e trasparente su tutti gli aspetti burocratici e pratici relativi a compravendita, locazione e formule alternative di acquisto.

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La funzione notarile nel mutato contesto familiare e sociale. Intervento del Presidente del Consiglio Notarile

Il mondo del notariato si è ritrovato a Napoli, all’hotel Vesuvio, per una riflessione sulla professione, nel momento in cui il tumultuoso evolversi del contesto sociale richiede un continuo   aggiornamento delle modalità di svolgimento di un ruolo tanto complesso e delicato. Nel corso del convegno ‘La funzione notarile nel mutato contesto familiare e sociale’, organizzato dalla Fondazione Italiana del Notariato in collaborazione con il Consiglio Notarile di Napoli, sono stati affrontati numerosi temi: dall’attività di vicinanza alle istanze degli utenti, a quella di tutela delle situazioni connotate da ‘fragilità sociale’, dalla costante ricerca delle più appropriate forme di tutela contrattuale, alla operatività nell’ambito della riscossione dei tributi, dall’ammodernamento della funzione ‘al tempo di internet’ per migliorare il servizio al cittadino, fino alla conferma del ruolo e della responsabilità riaffermati dall’attenta elaborazione giurisprudenziale.

Al convegno hanno partecipato tra gli altri i Presidenti del Consiglio Nazionale del Notariato, Salvatore Lombardo, della Fondazione Italiana del Notariato, Massimo Palazzo, della Cassa Nazionale del Notariato, Mario Mistretta e del Consiglio Notarile di Napoli, Antonio Areniello. Folta la delegazione napoletana con i notai Paolo Aponte, Carmine Romano, Vincenzo Pappa Monteforte, Michele Nastri e Dino Falconio, i quali sono intervenuti nel dibattito con proprie relazioni. Hanno offerto interessanti spunti con le loro relazioni anche il Consigliere Nazionale del Notariato, Roberto Martino, il notaio Ubaldo La Porta, Associato di Diritto Privato all’Università degli Studi del Piemonte Orientale e il notaio Maurizio D’Errico, già Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato.

“Non mi sfugge – ha detto tra l’altro nel suo intervento il Presidente Areniello – so bene quanto oggi possa suscitare attrazione, forse anche ammirazione, un modello di attività notarile  anageriale, nel quale ‘il notaio assegnerebbe la certificazione fidefaciente ed il ruolo di alto consulente dei contraenti ad un complesso organizzato aziendale, nel quale sia prevista la sua supervisione’, senza troppo apparire”.

“Ma altra – ha aggiunto – deve essere la nostra attrazione, l’ammirazione va rivolta, ne sono profondamente convinto, ad una realtà nella quale il notaio “deve apparire” e non soltanto parlare con i propri atti, affermando in maniera decisiva l’avvedutezza, l’accuratezza, la sensibilità, in una parola sapienza e cultura, sentita consapevolezza del ruolo fondamentale assegnatogli nella trama complessa dei sempre più diffusi traffici giuridici negoziali”.

“Sono certo – ha concluso Areniello – che in questa direzione la nostra funzione, nel mutato contesto familiare e sociale, conserverà quella centralità che giustifica la stessa esistenza”.
Il convegno – ha rilevato Salvatore Lombardo, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato – è particolarmente interessante perché vuole proiettare il notaio nel futuro, cioè guardare
esattamente quale sarà il ruolo del notaio del futuro, senza perdere ovviamente le basi di quello che rappresenta il notaio fino ad oggi. Sentiamo tanto parlare di web, di informatica
e quant’altro – ha osservato Lombardo – dei nuovi strumenti che possono essere utili al notaio per stipulare gli atti. Noi non abbiamo paura del futuro. Anzi siamo pronti a cavalcarlo e lo abbiamo già fatto.

Se oggi il Catasto e la Conservatoria dei Registri Immobiliari sono aggiornatissimi è proprio perché il notaio ha saputo prepararsi e dare le opportunità di poter aggiornare il tutto. E quindi noi siamo pronti anche a questa sfida del futuro, tenendo conto che questi nuovi mezzi sono rilevanti anche perché molto spesso sentiamo parlare di fake news. E allora chi è che può abolire le fake news nel campo del diritto, ma soprattutto nella certezza dei diritti? Il notaio – ha concluso il Presidente del Consiglio Nazionale – perché deve dare e continuare a dare garanzie e sicurezza.
Il convegno di oggi – ha detto nel suo intervento Massimo Palazzo, Presidente della Fondazione Italiana del Notariato – riguarda la funzione notarile al tempo di Internet, che è un’espressione sintetica per rappresentare la fase contemporanea della vicenda storica caratterizzata dall’avvento delle tecnologie info-telematiche, che non sono più semplicemente uno strumento di lavoro ma conformano anche il diritto. Ma questa non è l’unica discontinuità storica che si registra, perché si registra anche il passaggio da un’unica fonte di produzione del diritto, come è stata la legge negli ultimi 200 anni, a una  pluralità di fonti e anche a una detipicizzazione delle fonti e si registra altresì un cambiamento della dottrina dell’interpretazione della legge, che non è più un’interpretazione meramente dichiarativa della volontà del legislatore, ma finisce per essere un’interpretazione sempre in qualche modo costitutiva.

Come diceva Gadamer – ha osservato ancora Palazzo – il testo da solo è muto, senza l’interprete trova compiutezza soltanto attraverso l’interpretazione-applicazione. Quindi se mettiamo insieme tutte queste vicende, la poliarchia delle fonti, il mutamento della dottrina dell’interpretazione e la tecnologia info-telematica, che conformano il diritto contemporaneo, ci rendiamo conto dei profondi mutamenti che ci sono stati non soltanto nella società e nella realtà economico-sociale, ma anche nella stessa funzione notarile, che ormai non è più quella del mero documentatore, ma è quella del partecipe alla costruzione dell’ordinamento giuridico.

C’è il tentativo – ha osservato il notaio Paolo Aponte – di individuare la funzione del notaio alla luce sia di quelle che possono essere le prospettive e i punti di vista interni al notariato, sia, soprattutto, di quelli che sono all’esterno, vale a dire la Cassazione e l’Antitrust che hanno due idee diametralmente opposte del notariato, della figura astratta di notaio, della figura del notaio come dovrebbe esercitare correttamente la sua funzione.

Per l’Antitrust c’è un’impostazione più economica, per la Cassazione, ovviamente, un’impostazione più giuridica che quindi tiene conto di tutti gli interessi in qualche modo tutelati dalle norme che regolano la nostra materia. Quindi dal confronto di questo – ha concluso il notaio Aponte – si vede poi come la difficoltà sia di individuare nel codice deontologico un punto di equilibrio tra tutte le varie esigenze.

L’ intervento del notaio Carmine Romano ha avuto per oggetto l’attività notarile rispetto all’evoluzione dei modelli familiari. Fino a qualche anno fa – ha rilevato Romano – eravamo abituati a confrontarci con un unico modello familiare di riferimento, la famiglia nucleare  fondata sul matrimonio. Oggi, invece, a seguito di interventi legislativi del 2012 in materia di filiazione naturale, del 2015 di divorzio breve e del 2016 di unioni civili e convivenze di fatto, abbiamo un proliferare di modelli familiari rispetto ai quali si pongono delle esigenze di regolamentazione diversa. Ad esempio mentre l’unione civile richiama quasi totalmente quella che è la disciplina del matrimonio, per le convivenze l’intervento del legislatore è stato molto ridotto e si dà all’autonomia privata un ampio margine per andare a disciplinare i rapporti tra conviventi. In questo ampio margine si introduce l’attività notarile per individuare quelli che sono gli strumenti patrimoniali migliori che più adeguatamente realizzino gli interessi dei conviventi.

Allo stesso modo, dal punto di vista successorio, mancando delle norme di riferimento che riconoscano ai conviventi i diritti di legittima, l’attività notarile deve essere proiettata a individuare quelli che sono gli strumenti migliori per la pianificazione di sostanze, quando la famiglia non sorga per effetto di matrimonio. Quindi – ha concluso il notaio Romano – nuovi scenari familiari, nuovi modelli e nuove soluzioni operative che devono essere predisposte dal notaio per queste fattispecie diverse rispetto a quell’unica fattispecie che era la famiglia fondata sul matrimonio.
La giornata – ha detto il notaio Vincenzo Pappa Monteforte – è stata caratterizzata da una serie di riflessioni sulla figura del notaio a fronte dei mutamenti normativi e sociali che si sono verificati negli anni. Abbiamo trattato tematiche estremamente interessanti sia sotto l’aspetto deontologico che per quanto riguarda l’esercizio concreto della nostra attività professionale. Io, in particolare, mi sono intrattenuto su quelle che possono essere le implicazioni fiscali, legate a determinati atti ricevuti dal Pubblico Ufficiale rogante.

Lo scenario che si prospetta ai nostri occhi è mutato con l’evolversi delle norme e del tempo, tant’è che le implicazioni che potranno derivare dalla stesura dei nostri atti sempre più riguarderanno non solo l’ambito delle imposte indirette ma anche quello delle imposte dirette. Su questo – ha concluso Pappa Monteforte – il Consiglio Nazionale dovrà interrogarsi, al fine di esprimere un progetto condiviso dalla categoria da prospettare agli organi della politica.

La seconda sessione del convegno è stata presieduta dal notaio Mario Mistretta, Presidente della Cassa Nazionale del Notariato. La giornata di oggi organizzata dal notariato napoletano – ha osservato – è di particolare interesse perché ha la visione verso il futuro. Quindi si interroga con queste modalità molto particolari, molto analitiche la possibilità del notariato di dialogare con se stesso, con la società e con il futuro, che è la cosa principale. Gli interventi sono andati tutti in questa direzione: costruire un nuovo percorso di navigazione che dà certezza al sistema giuridico,
garantito dalla nostra funzione che è utile con una sua trasformazione al mondo di internet per la società.

Partendo da un concetto di documentalità diversa che è quella della documentazione nel mondo di web, dove tutto è diventato documento – ha rilevato Il Consigliere Nazionale del Notariato Michele Nastri – si va a vederne le ricadute nella professione notarile. Il notaio come documentatore – cosa che c’è stata insegnata fin dagli anni ‘50 dalla dottrina giuridica – non può che rivedere le sue posizioni per diventare da una parte meno documentatore e sempre più giurista in un’accezione di giurista artefice del contratto più che semplice recipiente del contratto stesso e dall’altra parte come documentatore di una  legalità nel web che diventa molto più complessa. E su questo si vanno a sviluppare tutte le iniziative, a cominciare dall’atto informatico nei suoi vari sviluppi, con la firma grafometrica e con quelli che saranno i prossimi progressi della grafometrica, la  conservazione del documento informatico sia nell’ambito dell’atto notarile ma anche in un
ambito molto più esteso dell’atto notarile, le nuove frontiere della contrattazione immobiliare (avvisi notarili e le aste telematiche del notariato) e poi tutto il mondo della nuova documentalità. Parliamo di blockchain, delle iniziative del Consiglio Nazionale del Notariato e della Notarchain che si sta sviluppando in tre o quattro direzioni diverse, come quella per esempio dell’albo unico delle professioni che dovrebbe consentire di attestare le qualifiche professionali nei confronti di tutto il mondo e nell’ambito dello Spid, cioè del Sistema Pubblico d’Identità Digitale. E parilamo anche, oltre alla blockchain, anche del progetto del notariato dei Registri sussidiari che abbiamo già presentato al Congresso di Palermo e che riguarderà una serie di iniziative. Anche qui la prima è quella del Registro degli amministratori di sostegno, ma per esempio abbiamo una disponibilità data al Ministero della Salute per registro nazionale delle Dat. Infine un accenno ai dati statistici
che oggi vengono presentati alla categoria nella versione 2017 e che tra una ventina di giorni saranno presentati come primo rapporto comparativo 2016-2017 e anche questa diventa una realtà posta al servizio del Paese. A conclusione dei lavori ha parlato il notaio Dino Falconio, del Consiglio Notarile di Napoli.

La Suprema Corte di Cassazione – ha detto Falconio – delinea una figura di notaio al passo con i tempi nella quale si coniugano la tradizione e il futuro. Molto più di quanto sia consapevole la stessa categoria notarile, la Cassazione individua nel notaio un’alta qualificazione giuridica al servizio dei cittadini per garantire la sicurezza dei traffici commerciali. Individua il rapporto con la sede come consustanziale al notariato ed inoltre ritiene la personalità della prestazione fattore imprescindibile della prestazione notarile. E questo sgombra il campo dall’idea che il fattore umano, che è dentro l’attività notarile, possa essere spazzato via da grandi organizzazioni.

Infine la Corte si domanda che cosa rimane del notariato se non si dà più spazio a questi valori e in particolare al valore della dignità della prestazione. Dignità della prestazione – ha concluso Falconio – che è il vero cuore del problema, perché se noi conosciamo il concetto di dignità dobbiamo saperlo calare nei tempi moderni e riconoscere che in ogni momento dignità ha due facce: diritto del cittadino a una prestazione dignitosa e correlativo dovere del notaio di fornire una prestazione dignitosa.

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I contributi di Alberto Auricchio a cinquanta anni dalla scomparsa

Il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Antonio Areniello ha partecipato nell’Aula Pessina dell’Università Federico II alla giornata di studio dedicata ad Alberto Auricchio a 50 anni dalla sua morte. “La prima volta che ho sentito parlare di Alberto Auricchio – ha detto il Notaio Areniello nel suo indirizzo di saluto – è stato  nel corso di un colloquio con Raffaele Cicala, maestro della civilistica italiana che ho avuto la fortuna di frequentare per molti anni (anche se è andato via troppo presto) essendo fratello di mio suocero.
Ero incappato in una questione sulla rinunzia verso corrispettivo art. 478 sulla quale mi ero soffermato studiando per la preparazione al concorso”.

“Lui – ha spiegato ancora il Presidente dei Notai di Napoli – ne trattava nel testo sull’adempimento indiretto del debito altrui e dunque lo interpellai in ora notturna a lui congeniale: rimasi stupefatto quando, dicendomi che ne aveva trattato Auricchio, aggiunse “nu genio morto troppo presto”. Stupito perché chi conosce il prof. Cicala sa che non è aduso a facili complimenti. Durante gli studi ebbi poi modo di incontrarlo anche nel saggio sulla simulazione (parte senso formale e sostanziale)”.

“E’ dunque questo il ricordo che ho del professor Auricchio – ha concluso il Notaio Areniello – e ringrazio il Dipartimento di Giurisprudenza, l’Ordine degli Avvocati e la Camera degli avvocati
civili per questa bella giornata di studio, alla cui felice riuscita contribuiranno gli autorevolissimi relatori, giuristi di chiara fama che ne metteranno in luce i fondamentali contributi dottrinali.
Grato in particolare al professor Biagio Grasso, insigne civilista, amico carissimo del quale nel mio ruolo desidero ricordare l’appassionato impegno didattico profuso presso la nostra Scuola di
Notariato in un momento difficile, particolare direi di transizione, nel quale seppe dare il suo autorevole contributo divenendo punto  di riferimento per i ragazzi che si preparavano al difficile
concorso”.

Alla giornata di studio su Alberto Auricchio hanno partecipato insigni giuristi. Dopo i saluti del Magnifico Rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi, del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Maurizio Bianco, del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II, Lucio de Giovanni e del Presidente Areniello, sono intervenuti nel dibattito, presieduto dal Professore Emerito di Diritto Civile della Federico II Biagio Grasso, Paolo Pollice (Ordinario di Diritto Civile alla Federico II), Francesco Casavola, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Biagio De Giovanni, Professore Emerito di Filosofia Politica all’Università L’Orientale, Pasquale Femia, Ordinario di Istituzioni di Diritto Privato all’Università Vanvitelli, Ubaldo La  Porta, Associato di Istituzioni di Diritto Privato all’Università del Piemonte Orientale Avogadro, Giacomo Travaglino, Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, Giuseppe Guizzi, Ordinario di
Diritto Commerciale alla Federico II e Francesco Santoni, Ordinario di Diritto del Lavoro alla Federico II. Le conclusioni sono state affidate a Pietro Perlingieri, Professore Emerito di Diritto Civile
all’Università degli studi del Sannio.

 

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Le operazioni societarie straordinarie tra tradizione e innovazione nel ricordo di Carlo Santagata

Organizzato dall’Università Federico II e Parthenope, si è svolto a Napoli il convegno di studi “Le operazioni societarie straordinarie tra tradizione e innovazione nel ricordo di Carlo Santagata” nel corso del quale il Presidente Antonio Areniello ha portato il saluto del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola.

“Sono particolarmente lieto – ha detto Areniello – di portare il saluto del notariato napoletano a questo convegno di altissimo interesse scientifico ed operativo illustrato dalla presenza di eminenti giuristi”. “Ringrazio per l’invito – ha aggiunto il Presidente – l’Università Federico II, alla quale mi onoro di appartenere quale docente, e l’Università Parthenope, con la quale il notariato ha fecondi rapporti legati all’orientamento didattico ed alla convegnistica”.

“Un particolare ringraziamento – ha ancora detto il notaio Areniello – all’amico prof. Renato Santagata, in una giornata per lui particolarmente emozionante nel ricordo dell’illustre giurista prof. Carlo Santagata, del quale gli autorevoli relatori presenti tracceranno un ritratto di certo completo ed esaustivo”.

“L’argomento – ha concluso il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola – è di grande interesse per il notariato, che nella quotidiana attività di qualificazione ed attuazione di fattispecie si imbatte costantemente nelle operazioni straordinarie e consentitemi una notazione: sono ben lieto che si affronti questo argomento che, dopo la sbornia convegnistica post riforma anche al nostro interno era stato un po’ accantonato, ed invece riveste problematica ed essenziale attualità”

Locandina FEDERICO II – PARTHENOPE

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L’incapacità, tra responsabilità sanitaria e tutela patrimoniale nella prassi notarile il diritto alla vita, alla salute, alla dignità ed all’autodeterminazione tra legge 24/2017 e legge 219/2017

Il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola è intervenuto con il Presidente Antonio Areniello e con il notaio Carmine Romano al convegno “Il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione, tra legge 24/2017 e legge 219/2017. L’incapacità tra responsabilità sanitaria e tutela patrimoniale nella prassi notarile”, organizzato dal neonato gruppo DAT formato dall’Unione del Sindacato Specialisti in Medicina Legale (Sismel), con l’Associazione Valore Uomo e con l’Associazione Amici di Guido Stanzani (Ags).

La manifestazione è stata patrocinata dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, dal Sindacato Italiano degli Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Napoli, dall’Ordine degli Avvocati di Napoli, dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, e dalla Confederazione Italiana dei Gdp.

Il gruppo DAT, che nasce come Gruppo di Studio Interdisciplinare sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento, composto da Magistrati, Avvocati, Medici Legali e membri della società civile, ha voluto questo convegno per proporre un qualificato dibattito sul rilevante tema dell’incapacità, non solo in relazione alle specifiche competenze dello Specialista in Medicina Legale, unico interlocutore specializzato nel coniugare le conoscenze mediche con le esigenze dei giuristi, oltre che essere il punto di riferimento di medici e giuristi nell’ approccio multidisciplinare in campo medico-forense, ma per porre a confronto Avvocati, Magistrati e Notai su tematiche di rilevante impatto sociale.

“Sono particolarmente lieto di portare il saluto del notariato napoletano – ha detto il Presidente Areniello – a questa interessantissima giornata di studi su tematiche di altissimo valore sociale, scientifico ed operativo. Ringrazio per l’invito gli organizzatori e in particolare l’avv. Giuseppe Mazzucchiello, Presidente dell’Associazione Valore Uomo, di cui apprezzo la grande sensibilità su argomenti di grande impatto quali la tutela dei diritti umani e lo studio del danno alla persona.

“Tra le tante, la caratteristica che mi piace sottolineare di questo incontro di studio – ha aggiunto – è il comune denominatore che lega le questioni affrontate dagli autorevoli relatori, vale a dire una qualificata riflessione sul tema dell’incapacità, riguardato da diversi angoli di visuale e con approccio multidisciplinare davvero encomiabile”.

“Il notariato – ha concluso il Presidente del Consiglio Notarile di Napoli – è da sempre particolarmente attento a temi di impatto sociale, ed il legislatore nelle recenti normative – e penso all’amministratore di sostegno, alla legge del dopo di noi, alle disposizioni anticipate di trattamento – ha riconosciuto il ruolo importante del notaio nel porsi con la sua qualificata professionalità ed esperienza al servizio del cittadino in specie se accompagnato nella sua fragilità e dunque con una spiccata esigenza di tutela nei profili patrimoniali”.

Nel suo intervento il notaio Romano si è soffermato sul tema del ruolo del notaio “nella verifica della capacità del disponente nelle disposizioni anticipate di trattamento e nel testamento in generale, soprattutto in relazione alla categoria della capacità naturale, quindi della possibilità che il soggetto disponente abbia di avere una coscienza critica di quello che fa, di riuscire ad autodeterminarsi e quindi di volere consapevolmente le disposizioni sul fine vita e più in generale sulla materia testamentaria perché poi c’è una relazione biunivoca tra le materie perché i requisiti di capacità sono nella loro quasi totalità similari”. “La verifica della capacità nelle disposizioni anticipate di trattamento – ha osservato il notaio Romano – implica anche una considerazione di quello che è il consenso consapevole di colui il quale espone le sue disposizioni anticipate. Quindi la verifica della capacità implica anche una verifica dell’avvenuto confronto con il personale medico, affinché la disposizione anticipata possa dirsi adeguatamente ponderata da colui il quale esprime le sue disposizioni anticipate di trattamento”.

“Ovviamente – ha concluso – il notaio che interviene in un momento delicato, cioè costituire un argine per la verifica della possibilità del disponente di accedere a queste forme di disposizioni, deve lasciarsi guidare anche da un’altra considerazione: questi sono atti personalissimi, cioè nel momento in cui un soggetto è reputato incapace di farli non può essere sostituita la sua volontà da quella di un rappresentante legale, tanto è vero che molti parlano di incapacità giuridica nel momento in cui non è possibile accedere a queste forme di espressione dell’autodeterminazione. Quindi il ruolo diventa quanto mai delicato perché laddove l’analisi abbia risultato negativo il soggetto non può fare nè testamento, nè disposizioni anticipate di trattamento”.

Locandina convegno 11 maggio 2018

 

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Pordenonelegge: due appuntamenti con i notai alla Festa del Libro con gli Autori

Il Consiglio Notarile di Pordenone sostiene anche quest’anno la Fondazione PORDENONELEGGE e la Festa del Libro con gli Autori, una delle principali manifestazioni culturali di interesse nazionale dedicata alla letteratura e agli scrittori – arrivata ormai alla sua 18esima edizione – che si terrà dal 19 al 23 settembre prossimi a Pordenone.

Al Festival saranno presenti due notai che si dedicano sia alla professione notarile che alle loro passioni culturali. In questi incontri l’intento è infatti quello di mostrare il volto meno noto al pubblico, ma forse più affascinante, del notaio come uomo di cultura a tutto tondo. Protagonisti della precedente edizione, i notai Renato Carraffa di Roma e Dino Falconio di Napoli, le cui conferenze hanno suscitato enorme interesse presso il pubblico del Festival.

Gli appuntamenti di quest’anno saranno invece:

– sabato 22 settembre con il notaio Maurizio Corona di Cagliari, appassionato di studi storici, collezionista di soldatini e autore di pubblicazioni sui più importanti musei del settore, in un incontro con il prof. Franco Cardini, noto per essere uno dei più eminenti storici non solo italiani, e

– domenica 23 settembre con il notaio Remo Bassetti di Torino, pubblicista, scrittore, estroverso indagatore di nuovi orizzonti della letteratura, in una discussione con il curatore artistico del Festival, a sua volta poeta e scrittore, prof. Gianmario Villalta.

Per maggiori informazioni: www.pordenonelegge.it.

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Giornata Internazionale del Lascito Solidale – La nuova frontiera della filantropia “alla portata di tutti”

Le caratteristiche del testamento solidale e la sua crescente diffusione fanno del lascito solidale una delle forme più alte della filantropia moderna: le motivazioni, i valori, i modelli e i risultati della filantropia odierna accanto all’esempio di chi ha scelto di donare a chi ne ha più bisogno con un lascito solidale nelle ultime volontà. Perché chi sceglie di dare una conclusione nobile alla propria esistenza tramite un lascito solidale trasforma il suo testamento in una storia d’amore verso il prossimo e lancia un messaggio di speranza alle nuove generazioni.

“Amore […] sforzo operoso, di un individuo o anche di gruppi sociali, a promuovere la felicità e il benessere degli altri”. È questa la definizione del termine “filantropia”, oggi praticata in tutto il mondo da persone facoltose con alle spalle grandi patrimoni, nella logica di “restituire” alla società, in particolare alle categorie più bisognose o meritevoli, una parte importante di quanto accumulato in vita e contribuire alla soluzione dei grandi problemi che l’umanità deve affrontare ogni giorno. E numerosi sono i filantropi che hanno dichiarato di voler lasciare una traccia di sé anche quando non ci saranno più, anche diseredando fin da subito i figli: da Mark Zuckerberg che, con sua moglie Priscilla, ha donato il 99% delle azioni di Facebook (ovvero 45mld di dollari) alla sua organizzazione filantropica con l’obiettivo di promuovere l’uguaglianza tra le popolazioni del mondo, a Gordon Ramsay che ha diseredato i figli per fare del bene e insegnare loro il valore dei soldi, così come Warren Buffett, Elton John, Sting, Ashton Kutcher e Simon Cowell.

E se si prova a chiedere a Bill Gates quale sia il business più bello, il numero uno di Microsoft vi risponderà: “È la beneficenza”. Le sue non sono solo parole: insieme a sua moglie Melinda French e Warren Buffett, ha dato vita a “The giving pledge” (la promessa di donare), che invita le persone più ricche (hanno già aderito da Mark Zuckerberg, Michael Bloomberg, il fondatore della Cnn Ted Turner, il banchiere David Rockefeller e molti altri) a impegnare più della metà dei propri averi in beneficenza, durante la vita o con il testamento, nella logica – tipicamente anglosassone – di “restituire” così la propria fortuna alla collettività. Si tratta del progetto filantropico più mastodontico realizzato nella storia, con un capitale complessivo che supera di gran lunga i volumi finanziari di uno Stato di medie dimensioni.

Diversamente dagli Stati Uniti, in Europa non è mai stata pienamente condivisa la funzione “sociale” della grande filantropia privata (lo Stato gioca infatti un ruolo di rilievo nel garantire una serie di diritti/servizi fondamentali). Ciò non vuol dire che non ci siano, anche nel vecchio continente, esempi di filantropia e/o mecenatismo privati comparabili per dimensioni con quelli di oltreoceano: si pensi ai francesi Bernard Arnault (Fondation Vuitton) e François Pinault (Bourse de Commerce, ma anche Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia). Inoltre, nel nostro Paese, negli ultimi dieci anni, il numero delle Fondazioni filantropiche è raddoppiato (ora sono 1.600), nel solo 2016 le Fondazioni bancarie hanno erogato oltre 1 miliardo di euro (+10% rispetto ai 936,7 milioni del 2015), mentre le Fondazioni di impresa (131) hanno erogato nel 2015 circa 200 milioni. Sono inoltre cresciute le elargizioni dei High Net Worth Individuals (HNWI) (1),  coloro che in Italia detengono un patrimonio superiore al milione di euro: nel 2015 il 91% di loro ha effettuato una donazione (+11% rispetto al 2014) e il 27% ha aumentato le proprie elargizioni (+13%). E sebbene in Italia non sia possibile diseredare i parenti perché il nostro ordinamento giuridico tutela la famiglia fino al sesto grado di parentela, si può destinare la quota disponibile per sostenere un progetto benefico.

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Pubblicato il Rapporto Annuale UIF della Banca d’Italia: le SOS dei notai continuano ad aumentare e rappresentano l’85% delle segnalazioni dei professionisti

A fronte di una complessiva contrazione delle SOS, registrata nell’ultimo anno e dovuta al naturale esaurirsi dei flussi connessi alle operazioni di voluntary disclosure, si rileva un nuovo incremento del numero delle segnalazioni da parte dei notai, evidenziato nella Relazione del Direttore dell’UIF, che commenta: “Il calo della componente relativa a operazioni di regolarizzazione di capitali detenuti all’estero si è riflesso in una diminuzione dei volumi di collaborazione dei professionisti, dato il ruolo da essi svolto soprattutto in fase di adesione alla procedura di rimpatrio; tale trend non riguarda i notai i cui apporti sono risultati in ulteriore crescita.

Nel dettaglio, con riferimento alle segnalazioni dei professionisti (ridotte complessivamente del 44%), nel Rapporto UIF, si sottolinea la diminuzione, nell’ordine, delle SOS inoltrate da studi associati, società interprofessionali e società tra avvocati (-93,4%), dottori commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro (-72,8%), avvocati (-76,2%); un contributo in aumento deriva, invece, dalle società di revisione e dei revisori legali (+18%).

In assoluta controtendenza, si collocano i notai, le cui SOS, passate dalle 3.582, del 2016, alle 4.222, del 2017, rappresentano ben l’85% delle segnalazioni di operazioni sospette complessivamente inoltrate dai professionisti.

Nel Rapporto, si riconosce inoltre espressamente “l’importanza del ruolo svolto dal CNN, che ha tramitato quasi il 98% delle segnalazioni della categoria”.

Altro passaggio significativo del Rapporto UIF concerne la centralità degli organismi di autoregolamentazione, che, come detta la legge (art. 11, comma 2, d.lgs. n. 231/2007 e ss. mm. ii.), “sono responsabili dell’elaborazione e l’aggiornamento di regole tecniche in materia di procedure e metodologie di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo” di supporto ai professionisti nell’adempimento degli obblighi antiriciclaggio.  Sul punto, si rammenta che il Consiglio Nazionale del Notariato ha predisposto ed approvato il proprio documento di regole tecniche, già oggetto di confronto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’UIF e la Guardia di Finanza, per il quale si attende il parere definitivo del Comitato di Sicurezza Finanziaria, secondo quanto prescritto dalla legge.