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Consegnato dal Cardinale Sepe al notaio Antonio Areniello il prestigioso Premio San Gennaro. Il riconoscimento anche al Vice Capo della Polizia di Stato, Antonio De Jesu e all’urologo Vincenzo Mirone

Nel corso di una cerimonia svoltasi nel Museo Diocesano, in Largo Donnaregina, l’Arcivescovo Metropolita di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe ha consegnato il Premio San Gennaro 2019 al notaio Antonio Areniello, per otto anni Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola e ora componente del Consiglio Nazionale del Notariato e membro del Comitato Esecutivo.

Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato anche al Prefetto Antonio De Jesu, Vice Capo della Polizia di Stato è già Questore di Napoli e all’urologo Vincenzo Mirone.

Il Premio, alla Quattordicesima Edizione, è organizzato dal Comitato Diocesano San Gennaro, presieduto dal dott. Carminantonio Esposito, e viene assegnato a Personalità che si sono particolarmente distinte in campo professionale, culturale, scientifico, sociale, onorando Napoli e la Campania in Italia e nel Mondo.

Forum su ‘Etica, morale e diritto’ in occasione della presentazione del libro di Raffaele Cantone e Vincenzo Paglia ‘La coscienza e la legge’. L’intervento del Presidente dei Notai di Napoli, Giovanni Vitolo

Si è tenuto nel Salone Marinella in Piazza Vittoria, a Napoli, un forum sul tema “Etica, morale e diritto: valori spesso in antitesi nella società contemporanea”, in occasione della presentazione del libro ‘La coscienza e la legge’ di Raffaele Cantone e Vincenzo Paglia, edizioni Laterza. All’incontro, al quale sono hanno partecipato gli autori, è intervenuto il Presidente del Consiglio Notarile dei Collegi Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Giovanni Vitolo. “Nel sentire comune – ha detto Vitolo – il conflitto tra diritto e legge è insanabile perché le norme vengono applicate in modo rigido e spesso non riconoscono le ragioni del diritto e non sono quasi mai in grado di essere corrispondenti alle esigenze degli esseri umani”.

“Questo – ha aggiunto il Presidente dei Notai di Napoli – evidenzia che non è più assolutamente scontata la coincidenza della Giustizia con la legalità formale”.

Vitolo ha infine manifestato il suo apprezzamento, tra l’altro “per l’analisi che nel loro libro sia Paglia che Cantone hanno fatto sul rapporto antico, complesso e contraddittorio tra Chiesa e Mafia e per l’attenzione che hanno avuto su temi quali la lunghezza dei processi ed il regime carcerario che in alcuni casi fanno sì che la giustizia possa essere ingiusta”.

Al forum, che è stato moderato dal Direttore di Rai Vaticano, Massimo Milone, dopo i saluti dell’imprenditore Maurizio Marinella, sono intervenuti il magistrato Francesco Cananzi, il fondatore dell’Associazione Italiana Notai Cattolici, Roberto Dante Cogliandro, il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, Sandro Staiano e il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Antonio Tafuri.

Incontro con i Notai del Distretto di Napoli sulla sentenza della Cassazione sul contrasto nella giurisprudenza di legittimità sugli edifici abusivi

Oltre 120 notai hanno partecipato nella sede del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, all’abituale incontro tra i colleghi del Distretto. La riunione è stata dedicata all’approfondimento della recente sentenza n.8230/2019 con cui la Cassazione a Sezioni Unite ha composto il contrasto verificatosi nella precedente giurisprudenza di legittimità sugli edifici abusivi ed ha dettato i principi generali da applicare in questa materia.

Dopo il saluto del Presidente dei Notai di Napoli, Giovanni Vitolo, sono intervenuti il Prof. Avv. Riccardo Sgobbo, Presidente della Camera degli Avvocati Civili di Napoli e il notaio Giuseppe Trapani, componente della Commissione Studi Civilistici del Consiglio Nazionale del Notariato. Hanno poi svolto interventi programmati i consiglieri Paolo Aponte e Matteo D’Auria.

Si è aperto successivamente un lungo è approfondito dibattito nel corso del quale sono state illustrate le varie posizioni sul tema oggetto del confronto.

“Dal dibattuto – ha sottolineato il presidente Vitolo – è emerso in maniera chiara ed evidente che la recente sentenza n.8230/2019 con cui la Cassazione a Sezioni Unite ha inteso comporre il contrasto verificatosi nella precedente giurisprudenza di legittimità sugli edifici abusivi, dettando al contempo i principi generali da applicare, rappresenta una materia ancora in evoluzione e che offre, nonostante gli sforzi di chiarificazione della Suprema Corte, ancora una notevole quantità di spunti da interpretare e da verificare”.

“La riflessione congiunta che è scaturita dall’evento organizzato dal Consiglio Notarile di Napoli – ha aggiunto il notaio Vitolo – ha avuto sicuramente il merito di chiarire alcuni punti sulla materia in discussione e di individuarne altri relativamente ai quali rimangono aree oscure sulle quali è necessario sgombrare il campo dalle ambiguità che ancora permangono”.

“Il Consiglio Notarile di Napoli – ha concluso il Presidente – si impegnerà anche nel prossimo futuro per offrire una spinta propulsiva verso un dialogo tra le diverse competenze che agiscono nel settore dell’abusivismo edilizio per aiutare i notai a svolgere il loro lavoro con più certezze e con sempre minori rischi”.

“Secondo le sezioni unite della Cassazione civile (sentenza del 22 marzo 2019 numero 8230) – ha detto il notaio D’Auria nel suo intervento – la nullità comminata dall’articolo 46 del d.P.R. n. 380 del 2001 e dagli articoli 17 e 40 della legge n. 47 del 1985 va ricondotta nell’ambito del comma 3 dell’articolo 1418 del codice civile di cui costituisce una specifica declinazione e deve qualificarsi come nullità “testuale”, con tale espressione dovendo intendersi in stretta adesione al dato normativo, un’unica fattispecie di nullità che colpisce gli atti tra vivi ad effetti reali elencati nelle norme che la prevedono, volta a sanzionare la mancata inclusione in detti atti degli estremi del titolo abilitativo dell’ immobile. Titolo che tuttavia deve esistere realmente e deve essere riferibile, proprio, a quelli immobile. Pertanto, in presenza nell’atto della dichiarazione dell’alienante degli estremi del titolo urbanistico, reale riferibile all’immobile, il contratto è valido a prescindere dal profilo della conformità o della difformità della costruzione realizzata al titolo menzionato”.

 

Si terrà lunedì 13 maggio l’abituale incontro tra i notai del Distretto di Napoli, Torre Annunziata e Nola

Si terrà lunedì 13 maggio 2019 alle ore 16.30, presso i locali del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, l’abituale incontro tra i notai del Distretto.

La riunione sarà dedicata all’approfondimento della recente sentenza n.8330/2019 con cui la Cassazione a Sezioni Unite ha composto il contrasto verificatosi nella precedente giurisprudenza di legittimità sugli edifici abusivi ed ha dettato i principi generali da applicare in questa materia.

Dopo il saluto del Presidente dei Notai di Napoli, Giovanni Vitolo interverranno il Prof. Avv. Riccardo Sgobbo, Presidente della Camera degli Avvocati Civili di Napoli ed il notaio Giuseppe Trapani, componente della Commissione Studi Civilistici del Consiglio Nazionale del Notariato.

Svolgeranno infine due interventi programmati i consiglieri Paolo Aponte e Matteo D’Auria.

Convegno “Sapienza e cultura. La dimensione etica del notaio”

Si è svolto nella sede del Consiglio Notarile di Napoli il convegno “Sapienza e cultura. La dimensione etica del notaio”, organizzato dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola e dalla Delegazione di Napoli del Sovrano Militare Ordine di Malta, Gran Priorato di Napoli e Sicilia.

“Si è trattato di un evento molto importante – ha osservato il Presidente del Consiglio Notarile di Napoli, Giovanni Vitolo – che ci ha consentito di confrontarci e di riflettere sul tema della sapienza e della cultura, rapportate anche all’etica del notaio. Siamo compiaciuti di aver ospitato nella nostra sede un dibattito di grandissima portata culturale e spirituale, nonché di alta valenza sociale”.

Dopo l’introduzione del Presidente Vitolo e i saluti del Notaio Antonio Areniello, neo eletto al Consiglio Nazionale del Notariato e del Procuratore del Gran Priorato di Napoli e Sicilia del Sovrano Militare Ordine di Malta, Arturo Martucci di Scarfizzi, sono seguiti gli interventi di Sua Eminenza Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del Prof. Lucio De Giovanni e del Consigliere distrettuale Diomede Falconio, Notaio in Napoli. Ha concluso i lavori il Prof. Avv. Andrea Pisani Massamormile.

Giovanni Vitolo eletto nuovo Presidente del Consiglio Notarile di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Subentra ad Antonio Areniello eletto al Consiglio Nazionale del Notariato

Il Notaio Giovanni Vitolo è il nuovo Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Prende il posto di Antonio Areniello di recente eletto al Consiglio Nazionale del Notariato.

Vitolo, 61 anni, svolge la sua attività dal 1988. Membro del Consiglio Notarile di Napoli dal 2003, ha rivestito anche la carica di Segretario dal 2011 al 2018. Per sei anni, fino al 2013, è stato componente del Consiglio Direttivo della Fondazione ‘Emanuele Casale’ che gestisce la Scuola del Notariato della Regione Campania e dal 2003 al 2006 componente del Comitato di Redazione del Notiziario Assonotai Campania.

Il nuovo Presidente dei Notai di Napoli si è laureato con lode presso l’Università Federico II dove per cinque anni ha svolto anche il ruolo di professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Fino allo scorso anno, con la carica di Vice Presidente, ha affiancato il compianto avv. Maurizio De Tilla nella guida del Cup, il Comitato Unitario Professioni della Campania.

“Assicuro il mio impegno – ha detto Vitolo – per continuare ad affermare e promuovere il ruolo del notaio, difficile da svolgere in una società in continua e rapida evoluzione e nella quale il nostro servizio, caratterizzato da terzietà, rigore e trasparenza, è sempre più indispensabile”.

“Assieme ai colleghi del Consiglio Notarile di Napoli – ha aggiunto il neo Presidente – intendo muovermi nel solco di una tradizione di equilibrio e al tempo stesso di dinamismo che negli anni della sua presidenza Antonio Areniello, che mi ha preceduto in questo prestigioso incarico, ha interpretato in maniera compiuta, mettendo sempre al centro della sua attività di guida il ruolo e la funzione dei notai quale punto di rifermento per le istituzioni, per i cittadini e per le imprese, a garanzia dei loro diritti”.

“Ringrazio i colleghi del rinnovato Consiglio Notarile di Napoli – ha concluso Vitolo – e sono convinto che tutti assieme, con l’impegno e con il lavoro, riusciremo a riaffermare il nostro ruolo, a svolgere il difficile compito che ci viene riconosciuto e a vincere le continue e nuove sfide alle quali il Notariato è chiamato a rispondere”.

Lunedì 13 maggio si è tenuto l’abituale incontro tra i notai del Distretto

Si è tenuto lunedì 13 maggio 2019 alle ore 16.30, presso i locali del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, l’abituale incontro tra i notai del Distretto.

La riunione è stata dedicata all’approfondimento della recente sentenza n.8330/2019 con cui la Cassazione a Sezioni Unite ha composto il contrasto verificatosi nella precedente giurisprudenza di legittimità sugli edifici abusivi ed ha dettato i principi generali da applicare in questa materia.

Dopo il saluto del Presidente dei Notai di Napoli, Giovanni Vitolo, sono intervenuti il Prof. Avv. Riccardo Sgobbo, Presidente della Camera degli Avvocati Civili di Napoli ed il notaio Giuseppe Trapani, componente della Commissione Studi Civilistici del Consiglio Nazionale del Notariato.

Ci sono stati anche due interventi programmati dei consiglieri Paolo Aponte e Matteo D’Auria.

Si è tenuto presso i locali del Consiglio Notarile di Napoli un seminario di studio sul tema del Terzo settore

L’incontro, organizzato dal Comitato Notarile della Regione Campania, ha costituito l’occasione per ricordare Maria Comenale Pinto, una collega particolarmente cara a tutto il Notariato napoletano, scomparsa nell’anno 2017, ravvivandone così il ricordo anche a chi tra i più giovani non ha avuto il piacere di conoscere una persona di grande sensibilità e di straordinarie qualità professionali e morali.

Nel corso dell’incontro il prof. Rolando Quadri ha tenuto una relazione sul tema “Enti del terzo settore e patrimoni destinati ad uno specifico affare”, mentre Ludovico Maria Capuano si è occupato nella sua relazione dei “Nuovi requisiti per il riconoscimento degli Enti del Terzo Settore ed il ruolo del notaio. Problematiche di diritto transitorio”.

E’ intervenuto all’incontro il prof. Ermanno Bocchini, giurista autorevole e ben noto, profondo conoscitore della materia e legato da sentimenti di amicizia alla collega scomparsa.

Nel corso della riunione è stata intitolata alla Comenale, con un gesto di forte valenza simbolica, la Commissione Studi societari istituita all’interno del Comitato Regionale Campano della quale è coordinatrice Teodora Scarfò.

 

‘Strumenti, accordi e note di fine anno’, un concerto del Quintetto d’archi diretta dal Maestro Filippo Zigante

Ha ottenuto un grande successo la manifestazione ‘Strumenti, accordi e note di fine anno’, un concerto del Quintetto d’archi diretta dal Maestro Filippo Zigante organizzato dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli , Torre Annunziata e Nola presieduto dal notaio Antonio Areniello e dall’ Ancem, l’Associazione Napoli capitale europea della musica, presieduto dal notaio Dino Falconio, tenutosi il 27 dicembre nel salone del Consiglio Notarile di Napoli. Nel corso della manifestazione si è esibito il violino Alina Taslavan, con la partecipazione del soprano Marcella Parziale.

Sono stati eseguiti ‘Eine kleine nachtmusik, di Mozart, Adeste fideles di Anonimo, Danza Ungherese n.5 di Brahms, Silent Night di Gruber, Movie Fantasy di Morricone, Quanno nascette ‘o ninno di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Pizzicato Polka di J.Strauss e White Christmas di Berlin.

La funzione notarile nel mutato contesto familiare e sociale. Intervento del Presidente del Consiglio Notarile

Il mondo del notariato si è ritrovato a Napoli, all’hotel Vesuvio, per una riflessione sulla professione, nel momento in cui il tumultuoso evolversi del contesto sociale richiede un continuo   aggiornamento delle modalità di svolgimento di un ruolo tanto complesso e delicato. Nel corso del convegno ‘La funzione notarile nel mutato contesto familiare e sociale’, organizzato dalla Fondazione Italiana del Notariato in collaborazione con il Consiglio Notarile di Napoli, sono stati affrontati numerosi temi: dall’attività di vicinanza alle istanze degli utenti, a quella di tutela delle situazioni connotate da ‘fragilità sociale’, dalla costante ricerca delle più appropriate forme di tutela contrattuale, alla operatività nell’ambito della riscossione dei tributi, dall’ammodernamento della funzione ‘al tempo di internet’ per migliorare il servizio al cittadino, fino alla conferma del ruolo e della responsabilità riaffermati dall’attenta elaborazione giurisprudenziale.

Al convegno hanno partecipato tra gli altri i Presidenti del Consiglio Nazionale del Notariato, Salvatore Lombardo, della Fondazione Italiana del Notariato, Massimo Palazzo, della Cassa Nazionale del Notariato, Mario Mistretta e del Consiglio Notarile di Napoli, Antonio Areniello. Folta la delegazione napoletana con i notai Paolo Aponte, Carmine Romano, Vincenzo Pappa Monteforte, Michele Nastri e Dino Falconio, i quali sono intervenuti nel dibattito con proprie relazioni. Hanno offerto interessanti spunti con le loro relazioni anche il Consigliere Nazionale del Notariato, Roberto Martino, il notaio Ubaldo La Porta, Associato di Diritto Privato all’Università degli Studi del Piemonte Orientale e il notaio Maurizio D’Errico, già Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato.

“Non mi sfugge – ha detto tra l’altro nel suo intervento il Presidente Areniello – so bene quanto oggi possa suscitare attrazione, forse anche ammirazione, un modello di attività notarile  anageriale, nel quale ‘il notaio assegnerebbe la certificazione fidefaciente ed il ruolo di alto consulente dei contraenti ad un complesso organizzato aziendale, nel quale sia prevista la sua supervisione’, senza troppo apparire”.

“Ma altra – ha aggiunto – deve essere la nostra attrazione, l’ammirazione va rivolta, ne sono profondamente convinto, ad una realtà nella quale il notaio “deve apparire” e non soltanto parlare con i propri atti, affermando in maniera decisiva l’avvedutezza, l’accuratezza, la sensibilità, in una parola sapienza e cultura, sentita consapevolezza del ruolo fondamentale assegnatogli nella trama complessa dei sempre più diffusi traffici giuridici negoziali”.

“Sono certo – ha concluso Areniello – che in questa direzione la nostra funzione, nel mutato contesto familiare e sociale, conserverà quella centralità che giustifica la stessa esistenza”.
Il convegno – ha rilevato Salvatore Lombardo, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato – è particolarmente interessante perché vuole proiettare il notaio nel futuro, cioè guardare
esattamente quale sarà il ruolo del notaio del futuro, senza perdere ovviamente le basi di quello che rappresenta il notaio fino ad oggi. Sentiamo tanto parlare di web, di informatica
e quant’altro – ha osservato Lombardo – dei nuovi strumenti che possono essere utili al notaio per stipulare gli atti. Noi non abbiamo paura del futuro. Anzi siamo pronti a cavalcarlo e lo abbiamo già fatto.

Se oggi il Catasto e la Conservatoria dei Registri Immobiliari sono aggiornatissimi è proprio perché il notaio ha saputo prepararsi e dare le opportunità di poter aggiornare il tutto. E quindi noi siamo pronti anche a questa sfida del futuro, tenendo conto che questi nuovi mezzi sono rilevanti anche perché molto spesso sentiamo parlare di fake news. E allora chi è che può abolire le fake news nel campo del diritto, ma soprattutto nella certezza dei diritti? Il notaio – ha concluso il Presidente del Consiglio Nazionale – perché deve dare e continuare a dare garanzie e sicurezza.
Il convegno di oggi – ha detto nel suo intervento Massimo Palazzo, Presidente della Fondazione Italiana del Notariato – riguarda la funzione notarile al tempo di Internet, che è un’espressione sintetica per rappresentare la fase contemporanea della vicenda storica caratterizzata dall’avvento delle tecnologie info-telematiche, che non sono più semplicemente uno strumento di lavoro ma conformano anche il diritto. Ma questa non è l’unica discontinuità storica che si registra, perché si registra anche il passaggio da un’unica fonte di produzione del diritto, come è stata la legge negli ultimi 200 anni, a una  pluralità di fonti e anche a una detipicizzazione delle fonti e si registra altresì un cambiamento della dottrina dell’interpretazione della legge, che non è più un’interpretazione meramente dichiarativa della volontà del legislatore, ma finisce per essere un’interpretazione sempre in qualche modo costitutiva.

Come diceva Gadamer – ha osservato ancora Palazzo – il testo da solo è muto, senza l’interprete trova compiutezza soltanto attraverso l’interpretazione-applicazione. Quindi se mettiamo insieme tutte queste vicende, la poliarchia delle fonti, il mutamento della dottrina dell’interpretazione e la tecnologia info-telematica, che conformano il diritto contemporaneo, ci rendiamo conto dei profondi mutamenti che ci sono stati non soltanto nella società e nella realtà economico-sociale, ma anche nella stessa funzione notarile, che ormai non è più quella del mero documentatore, ma è quella del partecipe alla costruzione dell’ordinamento giuridico.

C’è il tentativo – ha osservato il notaio Paolo Aponte – di individuare la funzione del notaio alla luce sia di quelle che possono essere le prospettive e i punti di vista interni al notariato, sia, soprattutto, di quelli che sono all’esterno, vale a dire la Cassazione e l’Antitrust che hanno due idee diametralmente opposte del notariato, della figura astratta di notaio, della figura del notaio come dovrebbe esercitare correttamente la sua funzione.

Per l’Antitrust c’è un’impostazione più economica, per la Cassazione, ovviamente, un’impostazione più giuridica che quindi tiene conto di tutti gli interessi in qualche modo tutelati dalle norme che regolano la nostra materia. Quindi dal confronto di questo – ha concluso il notaio Aponte – si vede poi come la difficoltà sia di individuare nel codice deontologico un punto di equilibrio tra tutte le varie esigenze.

L’ intervento del notaio Carmine Romano ha avuto per oggetto l’attività notarile rispetto all’evoluzione dei modelli familiari. Fino a qualche anno fa – ha rilevato Romano – eravamo abituati a confrontarci con un unico modello familiare di riferimento, la famiglia nucleare  fondata sul matrimonio. Oggi, invece, a seguito di interventi legislativi del 2012 in materia di filiazione naturale, del 2015 di divorzio breve e del 2016 di unioni civili e convivenze di fatto, abbiamo un proliferare di modelli familiari rispetto ai quali si pongono delle esigenze di regolamentazione diversa. Ad esempio mentre l’unione civile richiama quasi totalmente quella che è la disciplina del matrimonio, per le convivenze l’intervento del legislatore è stato molto ridotto e si dà all’autonomia privata un ampio margine per andare a disciplinare i rapporti tra conviventi. In questo ampio margine si introduce l’attività notarile per individuare quelli che sono gli strumenti patrimoniali migliori che più adeguatamente realizzino gli interessi dei conviventi.

Allo stesso modo, dal punto di vista successorio, mancando delle norme di riferimento che riconoscano ai conviventi i diritti di legittima, l’attività notarile deve essere proiettata a individuare quelli che sono gli strumenti migliori per la pianificazione di sostanze, quando la famiglia non sorga per effetto di matrimonio. Quindi – ha concluso il notaio Romano – nuovi scenari familiari, nuovi modelli e nuove soluzioni operative che devono essere predisposte dal notaio per queste fattispecie diverse rispetto a quell’unica fattispecie che era la famiglia fondata sul matrimonio.
La giornata – ha detto il notaio Vincenzo Pappa Monteforte – è stata caratterizzata da una serie di riflessioni sulla figura del notaio a fronte dei mutamenti normativi e sociali che si sono verificati negli anni. Abbiamo trattato tematiche estremamente interessanti sia sotto l’aspetto deontologico che per quanto riguarda l’esercizio concreto della nostra attività professionale. Io, in particolare, mi sono intrattenuto su quelle che possono essere le implicazioni fiscali, legate a determinati atti ricevuti dal Pubblico Ufficiale rogante.

Lo scenario che si prospetta ai nostri occhi è mutato con l’evolversi delle norme e del tempo, tant’è che le implicazioni che potranno derivare dalla stesura dei nostri atti sempre più riguarderanno non solo l’ambito delle imposte indirette ma anche quello delle imposte dirette. Su questo – ha concluso Pappa Monteforte – il Consiglio Nazionale dovrà interrogarsi, al fine di esprimere un progetto condiviso dalla categoria da prospettare agli organi della politica.

La seconda sessione del convegno è stata presieduta dal notaio Mario Mistretta, Presidente della Cassa Nazionale del Notariato. La giornata di oggi organizzata dal notariato napoletano – ha osservato – è di particolare interesse perché ha la visione verso il futuro. Quindi si interroga con queste modalità molto particolari, molto analitiche la possibilità del notariato di dialogare con se stesso, con la società e con il futuro, che è la cosa principale. Gli interventi sono andati tutti in questa direzione: costruire un nuovo percorso di navigazione che dà certezza al sistema giuridico,
garantito dalla nostra funzione che è utile con una sua trasformazione al mondo di internet per la società.

Partendo da un concetto di documentalità diversa che è quella della documentazione nel mondo di web, dove tutto è diventato documento – ha rilevato Il Consigliere Nazionale del Notariato Michele Nastri – si va a vederne le ricadute nella professione notarile. Il notaio come documentatore – cosa che c’è stata insegnata fin dagli anni ‘50 dalla dottrina giuridica – non può che rivedere le sue posizioni per diventare da una parte meno documentatore e sempre più giurista in un’accezione di giurista artefice del contratto più che semplice recipiente del contratto stesso e dall’altra parte come documentatore di una  legalità nel web che diventa molto più complessa. E su questo si vanno a sviluppare tutte le iniziative, a cominciare dall’atto informatico nei suoi vari sviluppi, con la firma grafometrica e con quelli che saranno i prossimi progressi della grafometrica, la  conservazione del documento informatico sia nell’ambito dell’atto notarile ma anche in un
ambito molto più esteso dell’atto notarile, le nuove frontiere della contrattazione immobiliare (avvisi notarili e le aste telematiche del notariato) e poi tutto il mondo della nuova documentalità. Parliamo di blockchain, delle iniziative del Consiglio Nazionale del Notariato e della Notarchain che si sta sviluppando in tre o quattro direzioni diverse, come quella per esempio dell’albo unico delle professioni che dovrebbe consentire di attestare le qualifiche professionali nei confronti di tutto il mondo e nell’ambito dello Spid, cioè del Sistema Pubblico d’Identità Digitale. E parilamo anche, oltre alla blockchain, anche del progetto del notariato dei Registri sussidiari che abbiamo già presentato al Congresso di Palermo e che riguarderà una serie di iniziative. Anche qui la prima è quella del Registro degli amministratori di sostegno, ma per esempio abbiamo una disponibilità data al Ministero della Salute per registro nazionale delle Dat. Infine un accenno ai dati statistici
che oggi vengono presentati alla categoria nella versione 2017 e che tra una ventina di giorni saranno presentati come primo rapporto comparativo 2016-2017 e anche questa diventa una realtà posta al servizio del Paese. A conclusione dei lavori ha parlato il notaio Dino Falconio, del Consiglio Notarile di Napoli.

La Suprema Corte di Cassazione – ha detto Falconio – delinea una figura di notaio al passo con i tempi nella quale si coniugano la tradizione e il futuro. Molto più di quanto sia consapevole la stessa categoria notarile, la Cassazione individua nel notaio un’alta qualificazione giuridica al servizio dei cittadini per garantire la sicurezza dei traffici commerciali. Individua il rapporto con la sede come consustanziale al notariato ed inoltre ritiene la personalità della prestazione fattore imprescindibile della prestazione notarile. E questo sgombra il campo dall’idea che il fattore umano, che è dentro l’attività notarile, possa essere spazzato via da grandi organizzazioni.

Infine la Corte si domanda che cosa rimane del notariato se non si dà più spazio a questi valori e in particolare al valore della dignità della prestazione. Dignità della prestazione – ha concluso Falconio – che è il vero cuore del problema, perché se noi conosciamo il concetto di dignità dobbiamo saperlo calare nei tempi moderni e riconoscere che in ogni momento dignità ha due facce: diritto del cittadino a una prestazione dignitosa e correlativo dovere del notaio di fornire una prestazione dignitosa.