Category Archive Primo Piano

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I NOTAI E LA FASE 2

Giovanni Vitolo, presidente del Consiglio notarile dei Distretti riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, intervistato su Canale21 racconta gli effetti della pandemia per il settore notarile e la fase di ripresa.

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Premio Pontano Personalità 2019 per la sezione Notariato ad Antonio Areniello

Antonio Areniello, Presidente della Fondazione italiana per il Notariato e Consigliere Nazionale del Notariato (per la sezione Notariato), Fabio D’Andrea, Prefetto Vice Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro (per la funzione pubblica e l’impegno sociale), Massimo Milone, Direttore di Rai Vaticano (per il giornalismo) e il disegnatore e fumettista Lorenzo Ruggiero (per l’arte e l’immagine) sono i vincitori del Premio Pontano Personalità 2019.

La cerimonia di consegna dei premi, che si terrà il 24 ottobre nel Salone degli specchi di Palazzo Cariati, a Napoli, sarà preceduta dalla ‘Lectio Brevis’ di padre Giuseppe Di Luccio, decano della sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sul tema ‘L’educazione al tempo di Papa Francesco dalla prospettiva di un biblista’. Seguiranno interventi musicali della Pontano Music Academy.

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Antonio Areniello è il nuovo Presidente della Fondazione Italiana del Notariato

Il notaio Antonio Areniello è il nuovo Presidente della Fondazione Italiana del Notariato. E’ stato nominato dal Consiglio Nazionale del Notariato del quale lo stesso Areniello, per lunghi anni Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, è consigliere.

“Sono profondamente onorato – ha scritto Areniello in una lettera inviata ai notai italiani – del prestigioso incarico ricevuto. Dedicherò il mio impegno al perseguimento di quelle finalità così ben individuate negli scopi fondativi, vale a dire la valorizzazione del ruolo del notaio nelle complesse dinamiche culturali e sociali che accompagnano la nostra realtà professionale e istituzionale”.

Del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Italiana del Notariato fanno parte anche altri due notai napoletani, Paolo Guida,  che fa parte del Consiglio Notarile di Napoli, e Vincenzo Pappa Monteforte, che fa parte anche della Cassa Nazionale del Notariato.

La Fondazione Italiana del Notariato è stata costituita nel 2000 e opera nel settore della formazione e della ricerca in ambito giuridico, per favorire la conoscenza del diritto e della funzione ordinante della figura giuridica del notaio a garanzia dei cittadini e del pubblico interesse.

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Antonio Areniello nominato membro del Comitato Esecutivo del Consiglio Nazionale del Notariato

Prestigioso riconoscimento per il Notaio Antonio Areniello, per otto anni Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola e ora componente del Consiglio Nazionale del Notariato. Areniello è stato nominato membro del Comitato Esecutivo, organismo di vertice del Consiglio.

Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato per il triennio 2019-2022 è stato eletto Cesare Felice Giuliani. Lo affiancano Giampaolo Marcoz con la carica di Vice Presidente e Francesco Giglio con l’incarico di Segretario del Consiglio.

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Parte la Cabina di Regia delle Professioni. Il Presidente dei Notai di Napoli, Giovanni Vitolo alla prima riunione del tavolo operativo voluto dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca

Il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Giovanni Vitolo ha partecipato, in rappresentanza della categoria dei Notai, alla prima riunione della Cabina di Regia delle Professioni.

Nel corso dell’incontro è stata presentata la Delibera della Giunta Regionale n.159 del 17 aprile 2019 con la quale è stata istituita la Cabina di Regia. Il tavolo operativo, voluto dal Presidente della Regione, Vincenzo De Luca ha un importante compito consultivo nella formulazione di proposte collegate alla programmazione regionale, di interventi di formazione orientamento e aggiornamento dei liberi professionisti, nonché nella promozione di iniziative volte a qualificare le libere professioni nell’esercizio delle loro competenze e nei rapporti con i cittadini e le cittadine.

Obiettivo dell’iniziativa è l’apertura di un confronto concreto e costante, utile a portare avanti le istanze relative alle professioni della regione Campania, non solo per la crescita dei professionisti ma anche per rafforzare il sistema produttivo del nostro territorio, che deve fare del capitale umano un elemento competitivo a livello internazionale.

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Il Direttore Generale dell’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, Renato Romano in visita al Consiglio Notarile di Napoli. Presentata la Guida ai servizi degli Archivi Notarili 2019

Il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Giovanni Vitolo ha ricevuto assieme ai rappresentanti locali istituzionali del Consiglio Nazionale del Notariato e della Cassa Nazionale del Notariato, il Direttore Generale degli dell’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili del Ministero della Giustizia, Renato Romano, il quale ha presentato e illustrato la “Guida ai servizi degli Archivi Notarili 2019” di recente pubblicazione. Si tratta di uno strumento utile per accrescere la conoscenza, la funzionalità e l’efficienza dei servizi. La Guida illustra la struttura e le funzioni dell’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili e fornisce alcuni dati statistici, una grande quantità di indirizzi, email e recapiti telefonici di notevole utilità per l’attività dei Notai.

Hanno accompagnato il Direttore Generale nella visita alla sede del Consiglio Notarile, il Conservatore dell’Archivio Notarile di Napoli, Massimo Miano e i funzionari Filomena Chirulli e Aldo Niccoli i quali, in occasione della manifestazione celebrativa del 73/mo anniversario della Fondazione della Repubblica, il 2 giugno scorso, sono stati insigniti della Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, con l’attribuzione del titolo di Cavaliere. Il Presidente Vitolo ha rivolto loro, a nome dei Notai del Distretto, le più vive congratulazioni per il prestigioso riconoscimento.

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Consiglio Notarile di Napoli: convegno “Sapienza e cultura. La dimensione etica del notaio”

Lunedì 20 maggio 2019 alle ore 17.00, presso la sede del Consiglio Notarile in via Chiaia n. 142 – Napoli, si terrà il convegno “Sapienza e cultura. La dimensione etica del notaio”, organizzato dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola e dalla Delegazione di Napoli del Sovrano Militare Ordine di Malta, Gran Priorato di Napoli e Sicilia.

Si tratta di un convegno di grandissimo interesse sia per l’alta valenza dei concetti e dei valori trattati che per la qualità e l’importanza dei relatori.

Introdurrà i lavori il Notaio Giovanni Vitolo, Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Dopo i saluti del Notaio Antonio Areniello, neo eletto al Consiglio Nazionale del Notariato, e del Procuratore del Gran Priorato di Napoli e Sicilia del Sovrano Militare Ordine di Malta, Arturo Martucci di Scarfizzi, seguiranno gli interventi di Sua Eminenza Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del Prof. Lucio De Giovanni e del Consigliere distrettuale Diomede Falconio, Notaio in Napoli. Concluderà i lavori il Prof. Avv. Andrea Pisani Massamormile.

Ai Notai che parteciperanno al Convegno saranno riconosciuti quattro crediti formativi professionali.

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Ricordata la figura dell’avvocato De Tilla a un anno dalla morte. Il Presidente Areniello: “E’ stato un grande rappresentante delle realtà professionali”

Si è tenuto nella Sala Auditorium del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, a un anno dalla scomparsa, un incontro per ricordare la figura dell’avv. Maurizio De Tilla, nel corso del quale si è discusso di “Testamento biologico e fine vita”. Sono intervenuti rappresentanti del mondo forense e giudiziario, oltre a Caterina De Tilla, figlia dell’ avvocato e Vice Presidente dell’Anai, l’Associazione Nazionale Avvocati Italiani.

Il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Notaio Antonio Areniello ha ricordato la figura dello scomparso con un commosso intervento. “Per me – ha detto – è particolarmente emozionante parlare, seppure in un saluto, di Maurizio De Tilla. Altri metteranno in luce i meriti acquisiti in campo professionale, istituzionale e scientifico, io mi limito a dire che con Maurizio ci volevamo bene, termine un po’ desueto ma che indica la pura realtà. Maurizio è stato un grande rappresentante delle realtà professionali che ha voluto con forza unire insieme, dando loro un ruolo di visibilità e una interlocuzione con le istituzioni e con la città mai viste prima di allora. E quanto Maurizio fosse un faro, un elemento di unità, lo si è compreso appieno dopo la sua scomparsa, quando sono emersi distinguo e sfilacciature prima impensabili”.

“Maurizio – ha aggiunto Areniello – aveva una grande considerazione del notariato, lo ammirava e ne comprendeva la funzione importante e lo ha dimostrato in molteplici circostanze. Ricordo un momento di grande difficoltà, all’indomani dell’emanazione del Dl concorrenza, quando organizzai un incontro per confrontarci con i colleghi, che poi divenne una vera e propria Agorà con 800 notai provenienti da tutta Italia. Maurizio venne, parlò e disse cose indimenticabili sul ruolo di garanzia, affidabilità e tutela della legalità del notariato. Così come ricordo in due occasioni nelle Giornate Europee della Giustizia Civile: la prima il 25 ottobre 2016 nella Basilica di San Giovanni Maggiore, di fronte a mille ragazzi che lo adoravano, parlare a studenti  di istituti superiori dei valori della legalità, della sicurezza giuridica, con passione”.

“E da ultimo – ha concluso il Presidente dei Notai di Napoli – il 25 ottobre 2017 nella sede del nostro Ordine: era malato, lo sapevo perché lui lo raccontava a me e al mio collega Giovanni Vitolo, suo amico carissimo, con riflessioni profonde che ci lasciavano ammirati e sbigottiti. In quella sede i ragazzi gli dedicarono una standing ovation e mi guardò con il suo sorriso complice e indimenticabile a dire: vedi qua che succede. Mi manchi Maurizio, manchi davvero tanto e tutti noi”.

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Al Tar Campania convegno “Equilibrio dei conti pubblici e crescita economica”. L’intervento del Presidente del Consiglio Notarile di Napoli, Areniello

Si è tenuto nella sede del Tar Campania in piazza Municipio, a Napoli, un convegno sul tema “Equilibrio dei conti pubblici e crescita economica”, con il patrocinio del Consiglio Notarile di Napoli, Torre Annunziata e Nola, che ha inteso realizzare un confronto tra studiosi di diritto della contabilità pubblica e rappresentanti delle pubbliche istituzioni per dibattere il tema dell’equilibrio dei conti pubblici.

Oltre al Presidente del Tar Campania, Salvatore Veneziano e al notaio Antonio Areniello, Presidente del Consiglio Notarile che ha supportato l’iniziativa, sono intervenuti, tra gli altri, esponenti della Corte dei Conti, dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli.

“Sono particolarmente lieto – ha detto il Presidente Areniello – di portare il saluto del notariato napoletano a questo importante convegno di studi che si svolge in una sede prestigiosa, ed il mio sentito ringraziamento va al presidente del Tar Campania, Veneziano che ha voluto così cortesemente ospitarci. Rivolgo un saluto agli illustri ospiti e relatori che approfondiranno con le loro relazioni l’argomento di particolare rilevanza scientifica e operativa”.

“Ho accettato volentieri l’invito dell’amico professor Ermanno Bocchini a patrocinare l’evento e a intervenire – ha aggiunto – in quanto ben conosco la passione che lo anima e il suo instancabile impegno da giurista competente il raffinato che lo ha portato all’ ideazione di questa sua ennesima creatura, “fondazione per la ricerca giuridica nella società dell’informazione”. Gli scopi sono ampi e lodevoli, come sempre nel luminoso percorso scientifico del professor Bocchini, qui particolarmente attento nel promuovere studi e ricerche nel campo giuridico economico sociale nella società dell’informazione. Con particolare riguardo a settori fondamentali quali il diritto commerciale (naturalmente, aggiungo, da colui che è stato il padre di uno strumento fondamentale per noi giuristi, notai, avvocati, commercialisti, vale a dire il Registro delle Imprese, strumento pubblicitario che oggi tutto il mondo giuridico ci invidia e dal quale prende spunto, della contabilità, della comunicazione, della procedura amministrativa e tanti altri ambiti e settori rilevanti”.

“L’attività del notaio – ha ancora osservato il Presidente de Consiglio Notarile di Napoli – ben si colloca in questa attuale e delicata problematica che attiene all’equilibrio dei conti pubblici e crescita economica, perlomeno da due distinte visuali: la partecipazione attiva quale figura professionale di garanzia, tutela e affidabilità di situazioni giuridiche alla crescita economica e sociale nell’ambito nazionale e internazionale”.

“E al contempo – ha concluso Areniello – per quel profilo di sussidiarietà all’azione della Pubblica Amministrazione che ne connota l’attività in molteplici settori, nei quali mette a disposizione la sua competenza e professionalità al servizio di un amministrazione pubblica più efficiente e produttiva”.

Gli interventi dei relatori hanno evidenziato che la trasparenza dei conti pubblici è una materia trasversale, che attraversa tutta l’economia pubblica, in vista dell’allocazione ottimale delle risorse. L’equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio dello Stato comporta una rinnovata riflessione sulla efficienza della finanza pubblica, in un rinnovato dialogo con l’Unione Europea, nella comune prospettiva della crescita economica e sociale.

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I notai incontrano gli studenti – Giornata Europea della Giustizia Civile

Duecento ragazzi di 18 licei di Napoli e provincia riuniti in una sala per confrontarsi su temi di stretta attualità e che caratterizzano in maniera profonda la società. Li hanno radunati i notai di Napoli per discutere, ascoltare e affrontare con loro due i temi: da un lato il rapporto tra le mafie e le libere professioni e il ruolo di contrasto delle Università e dall’altro la detenzione, analizzata secondo il dettato dell’art.27 della Costituzione, cioè come pena che deve tendere alla rieducazione del condannato.

L’incontro  – moderato dal giornalista Ottavio Ragone, responsabile della Redazione di Napoli del quotidiano La Repubblica – si è  svolto nella sede del Consiglio Notarile di Napoli, nell’ambito della Giornata Europea della giustizia civile, che dal 2003, quando fu istituita su iniziativa della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, si celebra ogni anno il 25 ottobre.

“Per il terzo anno consecutivo il Consiglio Notarile di Napoli – ha detto il presidente dei Notai di Napoli, Antonio Areniello – approfitta della ricorrenza della Giornata Europea della Giustizia civile per coniugare temi quali sicurezza, legalità, prossimità e vicinanza alle persone – che poi sono nel patrimonio genetico della nostra professione – e soprattutto per dare l’idea che la nostra professione è vicina non solo a temi quali la legalità, la cultura della vicinanza, la sicurezza dei traffici ma anche a un profilo sociale altrettanto rilevante e che quindi pone il Notariato vicino a situazioni anche di fragilità, di disagio, di dolore quali, appunto, quelle ad esempio dei detenuti. Di qui la presenza oggi nel nostro convegno del Garante dei detenuti, prof. Samuele Ciambriello e del prof. Starace, uno psicanalista che ha studiato molto da vicino il tema delle carceri. Al contempo la cultura della legalità è un po’ il fil rouge del libro che hanno scritto il Rettore Gaetano Manfredi unitamente al Procuratore De Chiara e al prof. D’Alfonso nel quale viene soprattutto illustrata quella che è la difficoltà di individuare la zona grigia di collusione tra le libere professioni e le mafie e la criminalità organizzata”. “L’affascinante presenza di quasi 200 ragazzi di scuole superiori napoletane e della provincia – ha concluso Areniello – è il dato più significativo e per la verità anche commovente perché vedere tanti ragazzi nella nostra casa è davvero qualcosa di entusiasmante. Il silenzio, l’attenzione con la quale hanno recepito i tanti interventi moderati in maniera estremamente brillante dal direttore di Repubblica Napoli, Ottavio Ragone hanno davvero impreziosito la giornata. Giornata che merita un ringraziamento particolare al Consiglio Notarile segnatamente a Giovanni Vitolo e Dino Falconio che sono consiglieri e che hanno fatto degli interventi estremamente chiari e puntuali di apertura e di chiusura dei lavori”.

Dopo il saluto di Areniello, sono intervenuti Aldo De Chiara – magistrato, già Procuratore Generale Vicario presso la Corte d’Appello di Salerno e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia – e Stefano D’Alfonso – professore presso l’Università Federico II e già consulente della Commissione Parlamentare Antimafia coautori, assieme al Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, del libro ‘Mafie e libere professioni’.

De Chiara e D’Alfonso hanno tracciato il quadro dell’evoluzione del fenomeno mafioso e del suo continuo adattamento delle strategie, sottolineando la tendenza intrapresa a spingersi oltre i metodi e le attività tradizionali e oltre i territori di origine. Si è evidenziato pertanto negli ultimi tempi – è stato sottolineato – un minor uso della violenza  e una maggiore attenzione a ai processi di relazione e valorizzazione delle reti sociali, economiche e politico-amministrative. In sostanza i clan, oltre a perseverare nelle tradizionali pratiche del malaffare, si organizzano nel contempo a muovere gli ingenti capitali accumulati usufruendo delle più moderne strategie finanziarie ed economiche. C’è dunque un maggiore radicamento e sviluppo nel pubblico e nel privato, con l’utilizzazione dei settori di appalti pubblici, sanità, scommesse, servizi sociali e nelle imprese e nella finanza, attraverso complesse operazioni di riciclaggio

La casistica rivela il ruolo determinante delle professioni liberali che mettendo a disposizione della criminalità organizzata le proprie tecnicalità fungono da cerniera tra il mondo illegale e quello legale.

Si tratta delle cosiddetta ‘area grigia’ che va individuata e combattuta anche se è quantitativamente marginale rispetto alla grandissima maggioranza di liberi professionisti che svolgono la propria attività in un contesto di onestà e correttezza, ispirandosi ai principi di deontologia professionale così come definiti dalle leggi dello Stato. Tuttavia è grazie proprio a quest’area grigia che le associazioni criminali compiono il salto di qualità nella loro organizzazione e nelle loro attività ed è per questo che è fondamentale individuare e combattere con forza anche le espressioni di quest’area.

“Sono molto soddisfatto dei lavori – ha detto il giudice De Chiara -. E’ stata un’iniziativa dalla quale, grazie alla presenza di molti giovani che hanno fatto domande ed osservazioni usciamo più arricchiti rispetto a prima. Credo che queste iniziative debbano reiterarsi perché sono utili, mettono a confronto i cosiddetti esperti con i giovani che spero grazie a questi incontri possano essere cittadini migliori di quanto siamo stati noi”.

Il tema del contrasto alle mafie viene affrontato in modo sistematico da alcune Università italiane, fra le quali la Federico II di Napoli che è attiva, in particolare, sulla formazione dei futuri professionisti relativamente al rispetto delle regole e alla difesa della legalità. La Conferenza dei Rettori delle Università italiane ha sottoscritto con la Commissione antimafia un protocollo d’intesa per strutturare una forma sistematica di collaborazione.

“Abbiamo cercato – ha osservato il prof. D’Alfonso – non solo di entrare nel merito della nostra ricerca – quindi il rapporto fra le mafie e le libere professioni – ma soprattutto cercare di analizzare il ruolo dell’Università, nella formazione universitaria, nella formazione dei giovani in quanto futuri professionisti. In particolare il contributo del Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi che è anche presidente della Conferenza dei Presidenti dei Rettori, mira a capire qual è il ruolo oggi dell’Università e quale potrà essere un domani. Questo considerato che i giovani studenti di oggi saranno i futuri professionisti di domani. Noi abbiamo avuto modo di approfondire quella che è la didattica universitaria in Italia, cercando appunto di comprendere cosa viene insegnato e dove e anche di approfondire il ruolo della ricerca universitaria su questo tema delle mafie. A noi interessa non solo nel rapporto con gli studenti, che evidentemente resta il nostro obiettivo prioritario, ma anche nel rapporto con le istituzioni e con i movimenti”.

Il Notaio Giovanni Vitolo si è soffermato sul significato che il confronto su legalità e illegalità può e deve avere per le giovani generazioni e per gli studenti in particolare. Vitolo ha sottolineato anche il valore e la funzione dell’educazione scolastica indispensabile per indirizzare i professionisti del domani verso un percorso positivo, che non si faccia coinvolgere in alcun modo nelle logiche e nelle dinamiche del malaffare.

Il Garante dei detenuti della Regione Campania, prof. Samuele Ciambriello ha affrontato quindi il tema della detenzione, dei diritti e dei doveri dei reclusi, raccontando la difficile esperienza di chi è chiamato a sorvegliare l’applicazione delle leggi e il rispetto della dignità  in ambienti e situazioni in cui la posizione della persona è particolarmente vulnerabile.

“E’ necessario – ha detto Ciambriello – sostituire la parola legalità con la parola responsabilità. Dobbiamo sentirci in dovere di rispettare i diritti degli altri ed essere anche noi responsabili. Per esserlo bisogna anche rimuovere dei pregiudizi che riguardano il tema della giustizia, del carcere; bisogna cioè non essere più indifferenti. E soprattutto il tema che mi sta a cuore per questi giovani è questo: quello che io posso fare è solo una goccia nel mare dell’oceano, ma è quello che dà significato alla mia vita. Due esempi concreti: negli ultimi 15 anni, 16mila persone hanno ricevuto un risarcimento economico per una ingiusta detenzione. Quindi non è vero che tutti quelli che vanno in carcere sono criminali o sono colpevoli. E questo è costato allo Stato italiano 820 milioni. Però, chi ha pagato? Hanno pagato solo le persone che sono entrate in carcere e i propri familiari. Seconda cosa che mi sta a cuore: io sbaglio, entro in carcere perché ho commesso un reato, ma rischio di subire un reato dallo Stato, uscendo dal carcere, o di malasanità o di mala giustizia. In questo senso, allora, dico che alla persona che sbaglia deve essere tolto il diritto fondamentale vale a dire il diritto alla libertà, ma non il diritto alla dignità”.

Concetti confermati dal prof. Giovanni Starace, psicologo e psicoterapeuta. “Il mondo della criminalità organizzata – ha sottolineato Starace – è estremamente complesso e non può essere visto in modo indistinto. Ci sono tanti aspetti di possibile recupero di tante fasce di popolazione che vivono ai margini di questo mondo criminale e occorrerebbe uno sforzo straordinario da parte dello Stato, quasi una sorta di piano Marshall, per potervi fare fronte”.

All’incontro è intervenuto portando un contributo, particolarmente apprezzato dai ragazzi delle scuole, anche un ergastolano in regime di semilibertà, Cosimo Rega. “Il carcere – ha detto – incattivisce e porta odio. Io tanti anni fa ho avviato un percorso di riabilitazione, avvicinandomi allo studio, alla cultura e all’arte e sono diventato un uomo nuovo e diverso. Lo sforzo che lo Stato deve fare è proprio questo: offrire ai detenuti gli strumenti giusti per cambiare radicalmente la loro cultura e indicare la strada del riscatto civile e sociale”.

Al Notaio Dino Falconio sono state affidate le conclusioni. “E’ indipensabile – ha detto Falconio – lanciare il messaggio che non esiste un potere non regolato dal diritto. Anche il massimo potere dello Stato, quello punitivo deve essere regolato dal diritto. Il potere della conoscenza, il potere della competenza, quello esercitato dai professionisti, deve essere regolato dal diritto, cioè le regole devono servire a disciplinare questo potere di impedire che diventi prevaricazione e sopruso”.

Gli studenti sono poi intervenuti direttamente nel dibattito,con domande e richieste di chiarimenti sui temi affrontati, dimostrando che i concetti al centro del confronto sono da loro considerati elementi concreti del vivere quotidiano, non solo all’interno delle scuole ma anche fuori di esse.